Umberto Matino, La valle dell'orco (Foschi Editore, 2007, pp. 312, € 13,00 ISBN 978-88-89325-15-5)
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Apprezzato da Eraldo Baldini, che ne ha proposto la pubblicazione presso l'editore forlivese Foschi e ne ha pure scritto la prefazione, La valle dell'orco è un singolare caso di longseller “localeâ€. A distanza di quattro anni e dopo tre ristampe le copie vendute hanno superato le 10 mila. Chi lo ha letto lo ha consigliato a parenti ed amici, che a loro volta lo hanno consigliato ad altri lettori e così via. Potenza del passaparola.
«Volevo pubblicare», racconta Umberto Matino (classe 1950, dirigente di una società di ingegneria; vive e lavora tra Padova e Venezia), «qualcosa sull'origine cimbra della Val Leogra, descritta in molti testi di storia locale ma cancellata dalla memoria delle comunità che vi risiedono nell'arco di una generazione. Non volendo scrivere un saggio storico, ho preferito utilizzare il giallo come strumento narrativo per un pubblico più vasto». E sembra aver visto giusto.
In effetti la lettura de La valle dell'orco ci ha convinti ed intrigati, nel complesso, perciò ci uniamo al coro di chi lo ha caldeggiato, per una serie di buoni motivi.
Matteo Veronesi – Elisabetta Brizio, Heptaplus. Quattordici esercizi di bibliomanzia (Gruppo L’Espresso, Roma 2010, pp. 160, € 13,00) Quattordici saggi, disposti a dittico, su letteratura e filosofia, dall’antichità al postmoderno, fra semiologia, esistenzialismo, ontologia, ermeneutica, documentalità .
Patrizia Garofalo, Il Dio dell'impossibile (Edizioni Il Foglio, pp. 131, € 12,00, ISBN 978-88-7606-225-4)
di alberto carollo
Non è casuale che la lettura de Il Dio dell’impossibile, la più recente silloge poetica edita di Patrizia Garofalo, induca in me singolari liaisons, collegamenti remoti nel tempo e nello spazio. Mi è quasi naturale accostare la sua lirica a quanto afferma Stephen Dedalus in Ritratto dell’artista da giovane (1916) di James Joyce: «(…) e cercherò di esprimermi in qualche modalità di vita o d’arte, quanto più liberamente e integralmente potrò, usando a mia difesa le uniche armi che mi concedo d’usare – il silenzio, l’esilio e l’astuzia».
Eloquenti, in tal senso, sono i versi: “Resto incollata al sedile di questo scompartimento/Anima viva/Di un corpo che non vuole/Scendere alla prossimaâ€. C’è l’idea del viaggio (“I viaggi avviano percorsiâ€, p. 55) ma anche la sua negazione; terrore e desiderio convivono in una superiore sintesi degli opposti, come spesso accade nella poesia di Garofalo dove, lo rileva con acutezza Paolo Ruffilli nella postfazione, «(…) a vincere è insomma l’idea di assestarsi al limite dell’io». È l’artista che – a prescindere dalle coordinate geo-biografiche, valevoli per Joyce – si impone una sorta di auto-esilio, di fuga dall’emozione personale, dal sudore e dalle lacrime (“E venni a patti con il dolore/Disorientato ospite/Lo ebbi più volte a cenaâ€, p. 15), condizione necessaria e insieme urgenza di plasmare la propria materia sensibile e di volgerla ad uno scopo estetico. C’è pena e privilegio nell’esilio, in questa scelta di un altrove come luogo eletto dell’attività creatrice.
Inviterei il lettore a vincere il disagio – e si dica pure: lo scandalo – che potrebbe provocargli, ad apertura di libro, il neologismo «pioggono», che è solamente il primo fra i moltissimi neologismi di cui si nutrono le poesie di Diego Conticello.
In una tensione siffatÂta, che pervade l’opera da cima a fondo, assistiamo da un lato a una reiÂterata prova di regressione dei sintagmi e in genere della sintassi verso un Novecento aurorale […]
dall’altro a una deformazione-dilatazione del lessico. […]
Conticello sembra che maturi la propria vita curandone soprattutto il paesaggio interiore […]
Il “barocco†inalberato sul frontespizio è insomma un’ecceÂdenza del cuore, eccedenza che produce una serie di arditi “frastagli†per nulla decorativi, anzi altrettanto necessarî delle architetture o “forÂme†da cui sono generati: spesso, con un radicato dolore.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo notizia della recente pubblicazione di INFINITEZZE, secondo volume della collana di poesia curata dalla nostra collaboratrice Patrizia Garofalo per le EDIZIONI IL FOGLIO:
EDIZIONI IL FOGLIO Collana ORIZZONTI Direttore editoriale: Gordiano Lupi Curatore della collana: Patrizia Garofalo
a cura di Marco Della Torre INFINITEZZE L'opera poetica di Tullio Gadenz (Pag. 186 - Euro 18,00 - ISBN 9788876062797)
Per la prima volta dopo quasi settant’anni, torna in libreria l’opera in versi di Tullio Gadenz (Fiera di Primiero, 1910-1945), poeta di area mitteleuropea, amico e importante confidente di Antonia Pozzi. Oltre a diversi testi inediti, sono qui presentati alcuni saggi, a conferma di una nuova stagione critica che la sua poesia sta vivendo. Quella di Gadenz è ricerca di un’ascesa verso un mondo “altroâ€, anche attraverso un colloquio confidenziale con le sue montagne: la profonda meditazione di un uomo che percepisce “infinitezzeâ€, pur profondamente consapevole della solitudine del mondo.
AA. VV.,Maturità , libri e ragazze (Senso Inverso Edizioni, pagg. 235, Euro 17,00 - ISBN 978 - 88 - 96838 - 07 - 5)
di fernando bassoli
L'antologia Maturità , libri e ragazze, da poco data alle stampe, raccoglie i racconti risultati vincitori del Premio letterario "Mare di carta 2010" organizzato dalla casa editrice Senso Inverso di Ravenna e trae il suo titolo da quello della novella di apertura firmata da Luigi Rovito. Va subito detto che l'elegante e per certi versi sorprendente volume si fa apprezzare per l'ottima veste grafica e, più in particolare, per la bella copertina realizzata da Vittorio Monticò.
Il primo racconto, quello di Rovito, rievoca le atmosfere sempre inquietanti, nei ricordi di tutti noi, ma anche dolcissime, degli esami di maturità , del faticoso periodo di studio che li ha preceduti, degli innamoramenti giovanili non sempre autentici e non sempre corrisposti, di sogni destinati a restare tali, di ragazzi che hanno fretta di venire chiamati uomini e al tempo stesso paura di non essere più considerati bambini.
“Il tempo passa e va…†e non si cancella in me, a distanza di trentaquattro anni , l’eco di una telefonata, a tarda sera, che mi annunciava la scomparsa di Alfonso Gatto in un tragico incidente avvenuto nei pressi di Capalbio. All’epoca poco sapevo di questo uomo insigne, una delle figure di spicco della poesia italiana del Novecento, ma a quella telefonata seguirono poi nel tempo degli eventi che oltre a interessarmi alla sua opera modificarono il mio rapporto con lo scrivere in versi.
Moreno de Munari, Lanerossi Vicenza (La Serenissima, pp. 143, € 15,00, ISBN 9-788875-260798)
Con Moreno De Munari abbiamo diverse cose in comune: siamo entrambi vicentini, figli dell'alluvione (classe 1966), siamo colleghi e amici col pallino per la scrittura, siamo padri di famiglia con prole in tenera età . Diversamente da lui non condivido la passione per il pallone; è anzi paradossale che sia qui a redigere delle note su un libro che parla di calcio. Eppure, complice l'amicizia ho letto tutto d'un fiato e con piacere questo Lanerossi Vicenza, “il racconto che ogni tifoso biancorosso vorrebbe leggereâ€. Il Vicenza Calcio è la maggiore società calcistica in città , fondata nel 1902. E' fra le squadre italiane che hanno giocato il maggior numero di campionati di Serie A: 36 di cui 20 consecutivi tra il 1955 e il 1975. Gli appassionati ricorderanno, fra i migliori piazzamenti, la finalissima del 1911 e il titolo di vice campione d'Italia del 1978, la coppa Italia del 1997 e la semifinale della Coppa delle Coppe nel 1998. Il Vicenza ha dato i natali a due campioni che hanno vinto il Pallone d'Oro: Paolo Rossi e Roberto Baggio. Scusate se è poco.
(originale 1965, prima edizione it. collana “I Coralliâ€, Giulio Einaudi Editore, Torino 1968, tr. di S. Corduas)
L’ironia, la disillusione, il romanticismo, la resistenza all’ex-sistere di un Autore mai troppo riverito, memorabile frequentatore delle birrerie nella “magica Pragaâ€. Città ove ambienta le vicende di un operaio al macero (cartaceo), dedito a trasformare testi in parallelepipedi sigillati in estetica armonia, ove celare pensieri o frammenti da preservare ai posteri (da Kant a Nietzsche, passando per Goethe ed il Talmud…). Una affettuosa metafora, mai accademica, bensì: “fisicaâ€, policromatica e commovente, sul destino dei libri, memore di Canetti così come di Cervantes, nella celebrazione della spontaneità creativa soffocata dai vincoli sociali e culturali. Il volume si chiude con una poesia in omaggio a F. Kafka e comprende: l’articolo “Dopo Hrabal, una rumorosa solitudineâ€, di Giorgio Pressburger, l’Appendice “Hrabaliana†di Sergio Corduas ed un’intervista allo scrittore, risalente al 1987.
(originale: “Bill the Conquerorâ€, 1924, ed. it. collana tascabili “Tea dueâ€, Tascabili degli Editori Associati, Milano 2008, tr. di L. Brioschi)
La consueta maestria nel redigere vicende esilaranti, al limite del paradosso, fra fughe, risse, inganni ed equivoci affettivi, da New York a Londra, di uno dei massimi umoristi albionici del secolo scorso. Elegante nella forma, surreale giocoliere della parola, irrefrenabile nel ritmo, caustico nel descrivere usi e costumi della ottusa specie (animale) umana, soggiogata agli imprevisti del caso e della sorte. Comprensivo dell’immancabile lieto fine… Imprescindibile per chi abbia amato (inter alios) â€Il circolo Pickwickâ€, Evelyn Waugh e Jerome K. Jerome …
La citazione:
“… per quanto sia vero che l’azione è il succo della vita, non si può negare che una dose, di tanto in tanto, del distensivo sciroppo della tranquillità costituisca un cambiamento piacevole.â€
Sabrina Campolongo, Unessential Dublin. Ex voto pagano (2010, Edizioni Historica, pp. 48, € 3,50, ISBN 978-88-96656-10-5)
di alberto carollo
Estate. Tempo di vacanze. Quale miglior consiglio di lettura di un petit cahier di viaggio di Historica? La piccola casa editrice di Cesena, capitanata dal più giovane editore d'Europa (Francesco Giubilei, diventato da poco maggiorenne) propone questa collana di libricini accattivanti per il formato – sembrano dei taccuini, con delle copertine-cartolina – e per il concept che li caratterizza: agili nel contenuto in pagine e ridotti nel prezzo. Delle letture da viaggio e per il viaggio, insomma, e questo quaderno fresco di stampa di Sabrina Campolongo (Balene bianche, Di Salvo, 2007; Il cerchio imperfetto, Edizioni Creativa, 2008; Il muro dell'apparenza, Historica, 2008) non fa eccezione: lo si può sbocconcellare come un antipasto aspettando la cena, sorseggiare come una bibita fresca sotto l'ombrellone o durante una corsa in treno (come nel mio caso).