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commento a Natale 2008 di Paolo Ruffilli misteriosamente e misteriosamente proseguire, consapevoli fin da subito di un miracolo che non avverrà e resterà mistero, “prediletto cono d’ombra” al quale affidarci qualche volta, raramente, non per ricerca ontologica dell’essere ma per la percezione di più mondi, e nella coscienza di un tempo prima e dopo noi da sempre e per sempre. che comunque ci fa scoprire nati quando non possiamo più scegliere e destinati quando non sappiamo verso dove e fino a quando. Lo stile del poeta poco s’allarga allo stupore, coglie la ricerca umana nel camminare, circondati dal mistero di un velo che si alza solo in parte “senza sve-larlo nel mentre si ri-vela“ o nella ”luce che fora il buio senza però stanarlo”. volta” ma la tela resta incompiuta proprio nell’attimo che tessuta e di nuovo ordita disegna nascosti pensieri e verità, la penombra diventa amato sentiero. Eppure in questa perfetto contenitore di forma e di pensiero “l’oscura traccia appena lì tracciata“ appare e si fa sentire come una ferita sulla pelle, le tre parole doppie e la rima interna fanno da unghie a un solco sull’animo così come i versi che configurano un destino stabilito e irreversibile “verso la me-ta da una mano segre-ta” e “sfiorandola di colpo”. pulsione viva e dolorante di un ultimo verso, naufrago e destinato al vivere “vi-ta vi-vente distesa nel mistero”.
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Maggio 2010 23:19 |







