Il nuovo romanzo del prolifico scrittore di Grumolo delle Abbadesse.
Amori sconfitti fra Vicenza e Istria di Alessandro Zaltron
Il fallimento di un grigio assicuratore che nutre ambizioni di notorietà nel mondo dello spettacolo (da Il Giornale di Vicenza, Venerdì 02 Gennaio 2009, CULTURA, pagina 43)
 Delio Rizzi ha 48 anni, abita a Vicenza e lavora come assicuratore. Un'esistenza ordinaria, non fosse che l'uomo oscilla costantemente fra non meglio precisate, ma senza dubbio sproporzionate, ambizioni di gloria “nel mondo dello spettacolo" - incoraggiate da ruspanti comparsate al microfono nelle sagrette di paese - e pesanti lacune affettive che lo inducono a innamorarsi a spron battuto e a dispetto di ogni ragionevolezza. Appare così il protagonista di La sirena dell'immortalità (Azimut, 112 pagg. 10 euro), il più recente romanzo di Ausilio Bertoli, sociologo e scrittore di Grumolo delle Abbadesse, tanto prolifico nella sua produzione letteraria, edita dal 1991, quanto vario nei temi sui quali indugia e nella forma espositiva, che lo vede alternare narrativa, reportage, saggio, indagine psicosociologica.
Nell'ultimo lavoro, Bertoli tratteggia l'immagine dell'individuo comune che si crede speciale e compensa con smanie di sopravvivenza della propria fama la congenita sterilità: sia nell'accezione procreativa - è affetto da varicocele incurabile -, sia come incapacità di partorire frutti professionali degni di nota ai suoi stessi occhi. Forse questo motivo spinge il grigio impiegato a spostare il confronto coi suoi simili su un terreno che reputa più favorevole. Elegge la costa istriana della Croazia, e in particolare Parenzo, a domicilio alternativo che lo riscatti dai propri mancati successi concedendogli almeno un'eredità affettiva attraverso legami con ragazze che anagraficamente potrebbero essergli figlie. Pensa, Rizzi, che bazzicare terre povere, di gente che campa inanellando sotterfugi, gli garantirà il palcoscenico perfetto sul quale brillare lasciando intendere un tenore economico che non gli appartiene e trionfi artistici in patria che il povero assicuratore frustrato si limita a sognare. Però cade piuttosto male: le donne delle quali si innamorerà repentinamente e in sequenza, pur bisognose, dimostreranno una dignità superiore alle lusinghe della moneta falsa che Rizzi si ostina a sventolare. Sono infatti donne che ai suoi approcci imbarazzati oppongono la perseveranza nel loro cammino, appagate da una quotidianità per cui devono ringraziare solo se stesse, rifiutando doni attraverso cui, in trasparenza, si scorge la disperazione dell'offerente. Sanja, la vistosa cantante di piazza, prima respinge Delio Rizzi e poi decide di sfruttarlo dirottandolo sulla sorella alla ricerca di un ponte con l'Italia, dove vorrebbe studiare all'università; la receptionist Nina si fa commuovere dalle vicende del pretendente italiano ma non tanto da prostituirsi ai suoi ricatti sentimentali; Irena, infermiera, per deformazione professionale si prende cura dell'uomo, aprendogli la via a una piccola visibilità come paroliere di canzoni. Ma perfino nella stesura delle poesie autobiografiche che dovrebbero essere per lui liberatorie, se non consacrarlo alla “immortalità", Rizzi, irrimediabilmente scentrato, finisce per ricalcare i versi di altri. Su tutto il libro di Ausilio Bertoli - dalla scrittura veloce, secca, a tratti lirica - grava il malinconico senso della disfatta che accompagna il prototipo di persona destinata per scelta all'insoddisfazione perenne: perché inconsapevole che il vero fallimento è non voler mai stare dove si è, rinunciare a vivere con adesione, aspettare sempre qualcosa di nuovo, disprezzare tutto ciò che non sia un futuro ipotetico e diverso.
CaRtaCaNta presenterà La sirena dell'immortalità presso la Libreria Mondadori "Quarto potere" di Piazza delle Erbe a Vicenza il prossimo 30 gennaio 2009 alle ore 21. Dialoga con l'autore Alberto Carollo.
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