Valentino Sergi, Frank Miller. Matite su Hollywood (Edizioni XII, Collana China & Grafite, pp. 134,€ 14,90)
di Katia Ciarrocchi

Chi è Frank Miller? Frank Miller è considerato uno dei migliori fumettisti statunitensi, uomo capace di ritrasformare il mondo dei supereroi immergendoli in un’atmosfera decisamente più cupa e noir. E’ proprio il noir, il genere che più si avvicina al grande autore. Cresciuto a Montpelier, nel Vermont, Frank Miller lavora fin da giovane per alcune delle case fumettistiche più importanti come la DC Comics, la Dark Horse, la Marvel e la Gold Key. Il suo stile si fa subito inconfondibile, realizzando le storie più cupe di alcuni tra i più famosi supereroi in auge negli anni ‘80. Fa riemergere il personaggio di Daredevil e di Batman, realizzando alcune tra le loro storie più belle. Crea il personaggio di Elektra ed è grazie a lui che Tim Burton prende ispirazione per il suo Batman del 1989.
Ecco io da buona ignorante l’ho conosciuto e apprezzato qualche tempo fa, quando mio figlio mi ha costretto ad affittare Sin City. Lui, “superesperto” e appassionato mi ha parlato della capacità “espressiva“, comunicativa e quant’altro di Frank Miller. Valentino Sergi, un giovane giornalista pubblicista, scrittore di racconti, sceneggiatore e autore di “Frank Miller. Matite su Hollywood“, trae questo libro dalla sua tesi di laurea, ampliata e rielaborata ne esce un vero e proprio gioiello – non esagero credetemi – . Ho atteso un po’, dopo la fine della lettura, a parlare di questo libro, perché in verità me ne sento inadeguata vista la mia incompetenza in materia sia fumettistica sia cinematografica, ma soprattutto dopo aver “assaggiato” il livello degno di nota del saggio del Sergi. Ma veniamo al libro. "Frank Miller. Matite su Hollywood" di Valentino Sergi è un libro avvincente sin dall’introduzione di Massimiliano Spanu, il quale ripercorre la storia del fumetto e del suo adattamento cinematografico fino a mostrare al lettore quali influenze hanno avuto sulla cultura contemporanea. Sergi ci mostra tutte le opere di Miller dalla nascita fino all’adattamento cinematografico, ci fa vedere le riproduzioni ben lontane dal lavoro originale, la delusione di Miller (con citazioni e immagini) e le riproduzioni fedeli al fumetto quale Sin City. La lavorazione, la collaborazione con registi e fumettisti e quant’altro appartiene al percorso “lavorativo” del grande Miller. Ci mostra la sua capacità di “caratterizzare” i personaggi. In "Daredevil", il film di Mark Johnson del 2003 che a detta del regista è ispirato dal lavoro di Miller, ha poco a che vedere con l’originale: “Persino la psicologia dei personaggi è appiattita su ruoli da action movie, mentre Miller aveva costruito delle sequenze narrative ad hoc per giustificarne scelte e gesta”. Mi fermo qui perché è un libro da leggere, citarne stralci sarebbe insulso e "Frank Miller. Matite su Hollywood" non lo merita, per il lavoro dettagliato descritto con grande capacità stilistica, per la capacità del Sergi di appassionare coinvolgere il lettore facendolo interessare sin al punto di andare a ricercare i lavori di Miller su carta e confrontarli con le produzioni cinematografiche. Un libro da leggere senza tentennamenti alcuni. Lo consiglio vivamente.
fonti web: Katia Ciarrocchi blog e sito di Katia: qui
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