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Mag

2010

Morgan Palmas: ritrovare se stessi in cento giorni
consigli di lettura - consigli di lettura

Morgan Palmas, Scrivere un romanzo in cento giorni
(Marco Valerio, I saggi, 2009, pp. 241, € 15,oo, ISBN 9-788875-472115)


di alberto carollo

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Quel che ho maggiormente gradito in questo saggio di Morgan Palmas, Scrivere un romanzo in cento giorni (Marco Valerio, 2009) è la sua trasversalità, il suo carattere ibrido. Non è – tanto per sbaragliare il campo da equivoci – uno strumento per gli addetti ai lavori; i tecnicismi, sempre utilizzati con parsimonia, sono funzionali ed efficaci nel sostenere l'intento che anima l'intero progetto: la volontà di chiarezza, la vocazione al “fare”, il taglio divulgativo. Non troverete in questo libro antologie mirate, testi-campione rappresentativi dei topoi dello stile e degli ingranaggi della narrazione.


Non ci troverete neanche fondamenti teorici. La genesi di Scrivere un romanzo in cento giorni ha nella rete la sua dimensione più congeniale. Il suo autore, affascinato dalle potenzialità di condivisione del web, ha confezionato per il suo blog singole lezioni dal respiro breve e dinamico, riordinando i propri appunti sulle esperienze maturate in anni di scrittura e di praticantato nelle pieghe del mondo editoriale. L'iniziativa ha  destato grande interesse nel pubblico degli internauti e Palmas, incitato da alcuni editori, si è deciso ad organizzare il materiale per un'opera completa. La sfida sottesa è semplice e diretta: coinvolgere il lettore a seguire i consigli, una lezione al giorno, spronandolo a scrivere regolarmente, fornendo indicazioni sul senso della scrittura e dell'impresa che ci si accinge a compiere: la gestazione di un romanzo. La costruzione del personaggio principale e la rete dei personaggi che gli ruotano intorno, i dialoghi e le descrizioni, l'evitare gli errori tipici dei neofiti ma anche delle penne trascurate e distratte.

L'abilità di scrivere un romanzo è uno sforzo consapevole che può essere appreso e affinato con l'ausilio di tecniche e strategie di comportamento. I dubbiosi e i detrattori dei manuali e delle scuole di scrittura avranno di che parlare riguardo alla griglia e ai settori delle macro e microtematiche con le quali Palmas mette in piedi lo scheletro del romanzo in progress. La sua posizione, al riguardo, è limpida: «La relazione che intercorre tra le lezioni che tento di illustrarvi e la bellezza del vostro romanzo è pari a quella che esiste fra la biologia e la magia della vita. Sezionare un corpo non crea bellezza, lo si conosce nelle sue più piccole parti e nel farlo si naviga in mari profondi (…). Voi, in questi mesi, avete studiato tanta biologia.»

Le pagine migliori di questo saggio sono quelle che affrontano temi cruciali nel rapporto con la scrittura come la motivazione, la gestione del proprio tempo, l'originalità e l'approccio mentale, il potere della volontà e lo sforzo titanico dello scrittore di uscire da se stesso, dalla sua visione parziale del proprio progetto richiedendo la collaborazione di una persona fidata, amico e/o lettore competente. A chi sarà indirizzato il testo compiuto? Quale il giudizio di chi lo leggerà?

Tra i brevi capitoli di Scrivere un romanzo in cento giorni si aprono, talvolta, squarci di indagine metafisica, esplorazioni dell'io che potrebbero avere qualche parentela con le terapie psicologiche se non fossero di un acume sorprendente e di una pragmatica, oggettiva schiettezza. Accade che Palmas chieda al suo aspirante romanziere di esaminare un album di fotografie della sua vita (una ogni cinque anni circa): «Se fate con concentrazione l'esercizio che ho descritto, di solito se ne esce un po' a pezzi: comportamenti condannabili, pentimenti, amarezze, delusioni, sogni infranti, mancanze interiori, ecc. Avrete di fronte voi stessi, nudi e crudi. Quanti desideri che sono rimasti chiacchiere o pensieri.»
Parole che riconducono invariabilmente alla chiosa con la quale Palmas ci congeda: «Tenetevi questo sogno stretto finché non lo otterrete e il vostro impegno sarà ripagato.» Che altro dire?

 

Morgan Palmas, nato a Thiene (VI) nel 1977, si occupa di scrittura da anni. Instancabile organizzatore di eventi culturali e solidali, si è avvicinato al mondo web rimanendone da subito affascinato dalle possibilità di condivisione.
Ha collaborato con alcune riviste letterarie e di politica internazionale, oltre ad avere pubblicato on line articoli, racconti e poesie con i più disparati pseudonimi. Potete seguirlo nel blog: www.sulromanzo.blogspot.com.


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A. B.  - Riflessione notturna     |2010-05-26 03:33:52
Alberto, Amici di Cartacanta, Morgan,
il titolo del saggio "Scrivere un
romanzo in cento giorni" senz'altro - da quanto ho letto - interessante
accattivante diverso, per fortuna, dai soliti, innumerevoli testi di scrittura
creativa, mi ha fatto venire in mente un romanzo (racconto lungo) che Vasco
Pratolini scrisse in pochissimi giorni, di getto, dopo la morte del fratello. Si
intitola "Cronaca familiare", è stato pubblicato prima da Vallecchi e
poi da Mondadori (1960) ed è probabilmente il romanzo più puro e necessario,
più nato dal cuore (raggiunge il momento assoluto della poesia) che mai sia
stato pubblicato in Italia nel dopoguerra.
Ma adesso, chi lo ricorda più? I
giovani no, glielo ho chiesto apposta. Anzi, non sanno neppure chi sia
Pratolini. Ma nemmeno io mi sarei ricordato del libro e dell'autore, se non
avessi letto questo post, benché Pratolini fosse uno dei miei "miti"
letterari.
Ecco, spero che il saggio di Morgan Palmas suggerisca ai lettori
anche i modi o le tecniche per conservare le opere dei nostri maestri o miti non
in un bugigattolo del cervello, ma dentro l' anima, allontanando il più
possibile gli effetti devastanti del tempo per non dire dei
giorni.
Cordialmente, Ausilio B.
Aurora     |2010-05-26 15:55:01
grazie Ausilio per il bel commento e grazie per aver ricordato Pratolini. Nella
mia libreria ci sono molti volumi di questo autore, uno tra i miei preferiti.
Andrò a rileggere qualche pagina.
Alberto C  - Pratolini   |2010-05-28 07:34:42
Grazie Ausilio, sei un grande!
Ricordo il Pratolini di Metello e de Le ragazze
di San Frediano.
Teniamolo sempre presente in un angolo della memoria.
Un
abbraccio.

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Ultimo aggiornamento Martedì 25 Maggio 2010 10:09