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di Alberto della Rovere
“Una solitudine troppo rumorosa” (originale 1965, prima edizione it. collana “I Coralli”, Giulio Einaudi Editore, Torino 1968, tr. di S. Corduas) L’ironia, la disillusione, il romanticismo, la resistenza all’ex-sistere di un Autore mai troppo riverito, memorabile frequentatore delle birrerie nella “magica Praga”. Città ove ambienta le vicende di un operaio al macero (cartaceo), dedito a trasformare testi in parallelepipedi sigillati in estetica armonia, ove celare pensieri o frammenti da preservare ai posteri (da Kant a Nietzsche, passando per Goethe ed il Talmud…). Una affettuosa metafora, mai accademica, bensì: “fisica”, policromatica e commovente, sul destino dei libri, memore di Canetti così come di Cervantes, nella celebrazione della spontaneità creativa soffocata dai vincoli sociali e culturali. Il volume si chiude con una poesia in omaggio a F. Kafka e comprende: l’articolo “Dopo Hrabal, una rumorosa solitudine”, di Giorgio Pressburger, l’Appendice “Hrabaliana” di Sergio Corduas ed un’intervista allo scrittore, risalente al 1987. La citazione: “… perché io mi posso permettere quel lusso di essere abbandonato, anche se io abbandonato non sono mai, io sono soltanto solo per poter vivere in una solitudine popolata di pensieri, perché io sono un po’ uno spaccone dell’infinito e dell’eternità e l’Infinito e l’Eternità forse hanno un debole per le persone come me.”
“La conquista di Londra” (originale: “Bill the Conqueror”, 1924, ed. it. collana tascabili “Tea due”, Tascabili degli Editori Associati, Milano 2008, tr. di L. Brioschi) La consueta maestria nel redigere vicende esilaranti, al limite del paradosso, fra fughe, risse, inganni ed equivoci affettivi, da New York a Londra, di uno dei massimi umoristi albionici del secolo scorso. Elegante nella forma, surreale giocoliere della parola, irrefrenabile nel ritmo, caustico nel descrivere usi e costumi della ottusa specie (animale) umana, soggiogata agli imprevisti del caso e della sorte. Comprensivo dell’immancabile lieto fine… Imprescindibile per chi abbia amato (inter alios) ”Il circolo Pickwick”, Evelyn Waugh e Jerome K. Jerome … La citazione: “… per quanto sia vero che l’azione è il succo della vita, non si può negare che una dose, di tanto in tanto, del distensivo sciroppo della tranquillità costituisca un cambiamento piacevole.”
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| Ultimo aggiornamento Sabato 17 Luglio 2010 20:37 |
Bohumil Hrabal
Pelham Grenville Wodehouse






