Diego Conticello, Barocco amorale (LietoColle - Collana Erato, 2010, € 13,00, SBN: 978-88-7848-592-1)
fonte: lietocolle.info
Inviterei il lettore a vincere il disagio – e si dica pure: lo scandalo – che potrebbe provocargli, ad apertura di libro, il neologismo «pioggono», che è solamente il primo fra i moltissimi neologismi di cui si nutrono le poesie di Diego Conticello.
In una tensione siffatta, che pervade l’opera da cima a fondo, assistiamo da un lato a una reiterata prova di regressione dei sintagmi e in genere della sintassi verso un Novecento aurorale […]
dall’altro a una deformazione-dilatazione del lessico. […]
Conticello sembra che maturi la propria vita curandone soprattutto il paesaggio interiore […]
Il “barocco” inalberato sul frontespizio è insomma un’eccedenza del cuore, eccedenza che produce una serie di arditi “frastagli” per nulla decorativi, anzi altrettanto necessarî delle architetture o “forme” da cui sono generati: spesso, con un radicato dolore.
Silvio Ramat
Ho cercato di privilegiare sia la forma che il contenuto, tentando ad ogni passo di alzare il livello di entrambi. La mia poesia è il tentativo di raccogliere l’acino migliore dal grappolo più buono.
Non chiedetemi i modelli, tutti i poeti ne possiedono plurimi ma non li riveleranno tanto facilmente; il resto è frutto di un’elaborazione, spesso relativamente agile, ma pur sempre un’elaborazione (si diffidi dai poeti che nascondono il lavorio dichiarando immediatezza e spontaneità ad ogni passo).
L’autore
Smaniosi precordi
Acqua del respiro
Pioggono i tuoi occhi
e un abbraccio richiara da abissi spassionati
come acqua cara al mio e al tuo
respiro.
Quando dormi
La pelle di seta ti è dono di grembo materno, i capelli ultimo lascito di selvagge bellezze, ormai al trapasso
e quando chiudi gli occhi sul mondo i tuoi sogni respirano di dolcezze diverse, di grandezze non viste
qui dove il tempo ha smesso di essere emozione.
Dittico bacchico
* Impronte aulenti sul finire della spoglia schiena, monodia sommersa d’un divino penetrante
ora saldo scoglio alle mani ansimanti,
nostra stridula nènia sensuosa.
Barocco amorale
Naturali ossimori
Il bosso tagliato con esattezza, l’ibisco non sbocciato è indole del mio tempo,
mentre erompe – sottomessa – altezza della foglia di platano,
una spiga annerata sull’onda,
soffioni di pioppo nel vento.
***
Diego Conticello, nato a Catania nel 1984, vive e studia tra Padova e la Sicilia. Laureato in Linguaggi e tecniche di scrittura, è attualmente specializzando in Letteratura e Filologia moderna con un repertorio di poeti siciliani contemporanei (da Angelo Scandurra ad Aldo Gerbino, da Melo Freni a Ripellino ed ancora Lucio Zinna, Elio Giunta ed altri). Nel 2004 ha condotto degli studi, con metodo concordanziale, sulle edizioni de L’esequie della luna di Lucio Piccolo, per la cattedra di Teoria della letteratura dell’Università di Catania. Fa parte del coordinamento tecnico del museo-laboratorio ‘Centro Lucio Piccolo di Calanovella’ di Ficarra (Messina). Nel 2009 è uscito, per i tipi di Cittaperta Edizioni, un suo saggio esegetico-biografico-figurativo dal titolo Lucio Piccolo. Poesia per immagini “Nel vento di Soave”, scritto a quattro mani con Franco Valenti e con una postfazione del maestro Silvio Ramat. Ha vinto alcuni premi di poesia inedita tra cui il “Roberto Bertelli” città di Pontedera e, più volte, il premio indetto dalla Fondazione Vitaliano Brancati “Parole e Segni” città di Catania. Barocco amorale è la sua prima opera poetica.
In copertina: Occaso sui Nebrodi, fotografia di Domenica Cappa
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