18

Ago

2008

Anche i playboy piangono-Alessio Battilana
corso scrittura - nascosto - esercizi dei partecipanti

Sulla base della traccia fornita durante il corso di scrittura creativa 2008, i partecipanti hanno elaborato i propri racconti. Racconto di Alessio Battilana

 UN'ULTIMA CORSA, BABY, E DUE LACRIME SULL'ASFALTO

 

Jason fa un cenno al barista, che capisce.

Mentre aspetta gli aperitivi, si siede a un tavolino, con Luca, che freme dal desiderio di sapere.

 

- Allora com'è andata?

- Com'è andata cosa?

- See, fa il difficile anche! Sto parlando di Alice, fino a che punto sei arrivato?

- Alice! Non me ne parlare, va', che è meglio.

- Che vorresti dire? Vi ho lasciati alla festa, sabato e Anna mi ha detto che siete andati via insieme, sulla tua macchina!

- Già, siamo finiti in una stradina vicino a una delle vigne dei Suoi... Comodo quel posto, nessuno che ci passi la sera e intorno ci sono solo piante e campi.

- E ti lamenti?

- Non è questo: è che di lei non ne voglio più sentir parlare.

- Ma no! Jason Marangon che viene mollato da una tipa dopo la prima notte d'amore? Questa è da scrivere!

- Stai fraintendendo, lei mi ha cercato anche prima, sono io che ho deciso di chiudere.

- Strano però, non è da te, di solito le tue storie durano almeno un paio di settimane... Era proprio così negata? E non ci pensi ai sacchi di suo padre? Certo, non che tu ne abbia bisogno, ma neanche lei mi sembrava da buttare. Che t'avrà fatto mai?

- Senti, te lo dico in confidenza, ma guai se lo spifferi in giro.

- Spara!

- Mi ha telefonato ieri l'altro dall'ospedale: è stata ricoverata per un malessere.

- Qualcosa di grave?

- Mononucleosi infettiva.

- E che diavolo è?

- Che vuoi che ne sappia, mica faccio medicina, io! Però sta cosa dell'infettiva non mi piace per niente!

 

Una giovane cameriera arriva al tavolo con gli aperitivi e una ciotola di salatini. Jason le sorride, ammiccante, e attende che se ne vada per riprendere la conversazione.

 

- Come ti è andata la partita, ieri sera? Ho sentito che...

- Ma sei andato all'ospedale a farti controllare?

- Che diavolo vuoi che controlli, non sono mica io quello che sta male!

- C'è una cosa che si chiama incubazione, hai presente? Magari quella te l'ha passata e tu non manifesti ancora i sintomi della malattia. Penso che dovresti accertartene... anzi, sai una cosa, credo proprio che faresti bene ad andarla a trovare, così vedi come sta e ti metti l'animo in pace!

- Ehi, il mio animo sta benissimo e anche il resto! Se ti fa piacere vacci te a trovarla, Anna è sua amica, no? Io pensavo che te ne avesse già parlato lei...

- Non ci siamo più visti dopo la cena di domenica e quando l'ho sentita al telefono, oggi, non ne ha parlato; perciò credo che non lo sappia ancora.

- Beh, io non ho intenzione di andarci.

- Ma dai, che ti costa: certo, se è vero che non sei preoccupato...

- Cosa vorresti dire?

- Senti, andiamoci adesso! Venti minuti di TT e siamo all'ospedale: la vedi, ti fai spiegare bene cos'è sta monosclerosi...

- Mononucleosi.

- Allora vedi che ti interessa? Se no non te lo ricorderesti così bene.

- See, fai l'amico tu, ma tanto lo so che speri ti ci porti perché così hai la scusa di vedere Laura!

- Ma cosa dici, sono un uomo impegnato! Comunque tu non provare ad avvicinarti... Quel pezzo di infermiera l'ho visto io per primo.

- Ha! Ma sentilo.

- Eddai, andiamo: così ti togli il pensiero e mi fai sto favore!

- No, davvero, sai che detesto gli ospedali.

- La verità è che sei preoccupato marcio, ti conosco bene.

- Non direi proprio!

- E allora dimostramelo, tanto lo so che fino alle otto non hai di meglio da fare...

- Sei proprio una tassa... Allora vado ad avviare la macchina, ma agli aperitivi ci pensi tu.

 

I due si ritrovano in auto, cinque minuti dopo, sfrecciando lungo la statale sotto la pioggia battente, in direzione dell'ospedale di Treviso.

 

- Caspita, ti sei rifatto i coprisedili!

- Pure i cerchi, se è per questo.

- Dì, ma tu l'hai vista Laura come si atteggiava, con quella scollatura? Secondo me quei bottoni se l'è fatti saltare apposta...

- Dio mio, che sarà mai sta Laura! Sono tre settimane che gira e rigira torni sempre lì, a parlarne. Te basta che vedi una quarta e subito perdi la testa!

- Ebbene sì, la TT mi è testimone, le tette sono la mia passione!

- Chissà Anna che cosa ne pensa, di questa tua passione...

- Ehi, questo è un colpo basso! Credo che tu abbia ben altro di cui preoccuparti, in questo momento. Anzi, adesso che ci penso forse non è stata una grande idea quella di mettermi in macchina con te...

- Che vorresti dire?

- Se sta mononucleosi è davvero infettiva, non si può mai sapere...

- ...

- Anche se credo ci voglia ben altro per prendersela... Dì, non è che ti sei scordato la protezione?

- Cazzo, vedi piantarla!

- Eddai, scherzo, no?

- ...

- Oddio, non c'avrò mica beccato? Ehi, rallenta, che c'è la curva...

- T'ho detto di piantarla, non sono cose che ti riguardano... E la protezione la uso sempre, io: è la prima regola, la prima!

- Ho capito, cazzo, ma rallenta!

- Te le ho insegnate io, le regole, non ricordi più! Cazzo, ma guarda se...

- Ehi, LA MACCHINA! STERZA!

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Due giorni dopo, all'ospedale di Treviso, reparto chirurgia.

 

- Ciao Alice, come mai sei qui? Non ti avevano dimesso?

- Sì, infatti, ormai la febbre e la stanchezza sono passate del tutto.

- Te l'avevo detto io, di non preoccuparti: sarà il decimo caso di mononucleosi che vedo quest'anno... Basta aspettare qualche giorno che passi!

- Già, ma lo sai com'è mio padre: ha insistito perché mi tenessero sotto osservazione, anche più del necessario...

- E' per questo che sei qui, ora?

- No, per il mio ragazzo.

- Anche lui a letto con la mono?

- Macché, l'unica cosa di cui è malato, Jason, è di coglionite acuta!

- Ha ha, perché dici questo? Ma chi è, uno nuovo?

- Ti ricordi dei due scemi che sono stati ricoverati qui tre o quattro settimane fa... Quelli che hanno centrato il pino con il bob, uscendo fuori pista.

- Ah, sì, adesso ricordo! Ma qual'era Jason? Quello carino, castano, con i boccoli?

- No, quello è Luca; Jason è quell'altro biondo, dallo sguardo tenebroso...

- Ma si capisce, proprio il tuo tipo! Avrei dovuto immaginarlo... Ma che è successo stavolta?

- Stavolta hanno preso un platano! Con la macchina, però! Stavano andando ai centoventi in statale, con la pioggia... E per schivare una macchina in sorpasso hanno fatto il botto!

- Niente di grave spero...

- No: sono nati con la camicia, quei due, te lo dico io! La macchina però è distrutta.

- Ahia, allora è proprio grave...

- Già, l'ho sentito parecchio giù, al telefono.

- Beh, sono convinta che tu troverai il modo di tirarlo un po' su, se ti conosco bene!

- Che ci vuoi fare Laura: è un duro lavoro, ma qualcuna deve pur farlo!

- Allora ti lascio al tuo biondino, ma mi aspetto un resoconto dettagliato!

- Contaci!


Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Maggio 2010 23:19