07

Mag

2008

Interviste caserecce: MOLLY
corso scrittura - nascosto - esercizi di scrittura
data di inserimento: 02 gennaio 2008



Quello dell'intervista è un esercizio piuttosto praticato nelle scuole di scrittura. Tenere e scrivere un'intervista è divertente, ma è bene fare il punto su alcuni aspetti:

1. L'intervista ha la forma di un dialogo e non è facile scrivere buoni dialoghi. I dialoghi devono essere fluidi, domande brevi, le risposte non troppo verbose e zeppe di digressioni. Andare subito al punto o perdercisi per sempre. Scrivete le risposte come ve le hanno fornite, senza barare, ma confezionatele con un opportuno editing, senza sbavature. Se sono troppo lunghe meglio spezzarle in due, tic-tac, come un rimpiattino: l'intervista ha bisogno di ritmo. Il lettore deve sentire il ritmo.

2. Non fate domande dirette o inopportune all'intervistato se non volete che si chiuda a riccio. Avvicinatevi cortesemente a quanto volete sapere, mettete l'interlocutore a suo agio, ma senza piaggerie: sarà lui a desiderare di aprirsi, e in quel momento vi dirà tutto ciò che volete sapere.

3. I veri contenuti di un'intervista sono tra le righe, nel non detto, nel sottaciuto, nelle allusioni.
Conditela con un po' di mistero.

4. Chi ha detto che le interviste si debbano fare a gente importante o su argomenti di generale interesse?
Guardatevi attorno, intervistate i vostri parenti, i vostri figli, i vostri amici, fategli domande che affrontino la verità del loro quotidiano.

5. Se c'è qualcuno che avreste voluto intervistare e non potrete più farlo (es. Napoleone Bonaparte) o qualcuno che non riuscirete a intervistare mai (es. Nicole Kidman) o qualcuno che non intervisterete mai per una buona ragione (es. Topolino), inventatevi di sana pianta l'intervista. E' un'esperienza catartica, credetemi.



Molly

Intervistatore: Ci parli dei suoi inizi. La sua non dev’essere stata quella che si suol dire un’infanzia felice.

Molly: In effetti, per dirla tutta e senza usare eufemismi, la mia infanzia è stata un’inferno! Non avevo neanche due anni quando mi abbandonarono, sul ciglio di una strada, nel bel mezzo dell’estate.

Intervistatore: Ha ricordi particolari di quei momenti? Se non vuole parlarne, passiamo ad altro.

Molly: No, non c’è problema. Penso di aver superato, anche se un evento del genere ti segna per sempre. Non te lo togli mai veramente di dosso. Ricordo la paura, il senso di disperazione, la mancanza di una figura di riferimento. Poi quel lungo vagabondaggio senza meta. I funzionari pubblici che mi tolsero dalla strada mi trovarono piuttosto denutrita. Trascorsi i mesi successivi a riprendere le forze.

Intervistatore:
Ma se ho ben letto alcuni capitoli della sua biografia, le sue sofferenze non finirono lì…

Molly: Dice bene. Non ero contenta della mia sistemazione istituzionale. Condividevo uno spazio angusto con altri sventurati come me, dei teppisti di taglia media, tipi poco raccomandabili, aggressivi. A volte ci si azzuffava per un tozzo di pane o per una coperta tarlata. Ma ho imparato a difendermi, a tenerli a bada, anche se erano due volte più grandi di me.

Intervistatore:
Poi la svolta…

Molly:
Sì, a ottobre dello stesso anno venni adottata. Fu un mese terribile: pioveva sempre. C’erano delle falle sul tetto, e l’acqua aveva invaso il mio alloggio. Ero fradicia, lurida e malconcia. Mi era cresciuta addosso una tale peluria che quasi non ci vedevo e faticavo a muovermi. Le mie estremità erano sempre bagnate, e mi erano comparse delle piaghe tra le dita. Ma la coppia che mi rilevò non ebbe esitazioni. Ci piacemmo subito. A loro devo tutto.

Intervistatore: Una nuova vita. Da quanto vive con i suoi attuali tutori?

Molly: (Ci pensa un po’ su, calcola mentalmente). Vediamo… sono più di sette anni (sembra sorpresa). Ne è passato del tempo.

Intervistatore: Ha dovuto ricominciare tutto daccapo.

Molly:
Sì, mi ero piuttosto inselvatichita con quella vita. Ho dovuto imparare le buone maniere, come stare a tavola, muovermi in casa senza combinare guai, consentire che mi indirizzassero. C’è voluta molta pazienza, anche perché non ho un carattere facile. Sono piuttosto indisciplinata.

Intervistatore: Ma ne è valsa la pena.

Molly: Come no? Ci mancherebbe. In questi anni ho imparato un sacco di cose nuove. Ho viaggiato, ho incontrato delle brave persone. Mi sono sentita desiderata: ho tutto ciò di cui ho bisogno. Mi sento realizzata, lo dico sottovoce perché ho quasi timore che domani la musica possa cambiare.

Intervistatore: In effetti ha un aspetto splendido, si vede lontano un miglio che sta bene. Le darei pure qualche anno di meno.

Molly: La ringrazio; lei mi lusinga. In effetti, vivendo in un appartamento in centro e mangiando regolarmente ho migliorato di molto la qualità della mia vita. Curo il mio aspetto, vado periodicamente a farmi la toletta. Pensi che ho partecipato a due edizioni di Barboncino dell’anno, piazzandomi bene per una che ha pure il sangue di un terrier che le scorre nelle vene.

Intervistatore: Complimenti. E ci dica: chi è oggi Molly? Cosa vorrebbe fare da grande?

Molly:
Una bella domanda. Spero che tutto continui così, senza grandi scossoni. Un paio d’anni fa i miei tutori hanno avuto un figlio. E’ stato un momento difficile, sa, l’impossibilità per loro di dedicarmi le stesse attenzioni di prima. Ma ora ho preso le misure, mi sono riguadagnata il mio ruolo e il mio spazio nella famiglia. Convivo abbastanza bene col marmocchio, che a volte è un po’ brusco, di modi rozzi, ma si farà. Per me quando c’è una ciotola imbandita ogni giorno, un paio di passeggiate per il quartiere, qualche annusatina qua e là, una copia fresca di stampa del Daily dog e un cuscino del divano per acciambellarmi di fronte alla TV, non ho bisogno d’altro. Mi manca un po’ il viaggiare, e credo che non se ne parlerà per un po’ visto che i due bricconi hanno deciso di fare anche il secondo figlio, ma diamine: non si può avere tutto dalla vita, e la mia è già stata ricca e piena di cose belle. Lei che dice?

Intervistatore:
Dico che gli anni le hanno portato la saggezza e la serenità del giudizio. La ringrazio per aver acconsentito ad essere intervistata.

Molly: Si figuri, grazie a lei. Torni a trovarmi quando vuole e, senza impegno, porti pure con sé degli altri biscottini. Questi erano squisiti.




Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Maggio 2010 23:19