21

Set

2009

Intervista all’associazione culturale Studio83 PDF Stampa E-mail
focus on - focus on

di Aurora Dal Maso


Studio 83

Negli anfratti della Rete si nascondono realtà che a un occhio poco attento possono sfuggire. Questo è il caso dell’associazione culturale Studio83 che non resta certo con le mani in mano. Dal sito http://www.studio83.info per rimbalzare al blog http://studio83.splinder.com arrivando addirittura al bollettino letterario “Venti Nodi” http://ventinodi.wordpress.com sembrano non fermarsi mai.

- Iniziamo con le presentazioni: chi siete e cosa fate?

Elena Di Fazio e Giulia Abbate a rapporto! Siamo unite da un’amicizia decennale, da studi in comune e da una grande passione per la letteratura e la narrativa: anche per questo abbiamo fondato l’associazione culturale Studio83.

Studio83 è nata come punto di contatto per gli scrittori esordienti, ma l’attività si è ampliata e la nostra attenzione si è rivolta al mondo dell’editoria tour court. Recensiamo libri, scriviamo articoli, intervistiamo scrittori ed editori, partecipiamo a Fiere e Saloni del Libro: una serie di attività diversificate, pensate di volta in volta. A tutto ciò si affiancano i servizi letterari, che prevedono un rimborso spese per mandare avanti le attività e che vanno dall’editing alla stesura di schede di valutazione sui manoscritti.

- Offrite un servizio di editing, in che modo operate? Vi appoggiate a collaboratori esterni? Come riuscite a conciliare questa attivitĂ  con la vita di tutti i giorni?

Per l’editing lavoriamo direttamente sul testo, in modo da dare all’autore opinioni pratiche e, se da lui condivise, applicabili al manoscritto in fase di correzione. Di norma, una di noi due si occupa della stesura di una scheda di valutazione vera e propria, che l’altra integra e corregge in un secondo momento: anche l’editor ha bisogno di un editor! Capita poi che, a seconda della presenza e disponibilità dei nostri collaboratori (che non è sempre facile trovare, in quanto per i nostri servizi chiediamo un rimborso spese minimo), il manoscritto passi attraverso più letture e pareri integrativi.

Conciliare tutto ciò con la vita di ogni giorno non è facile: l’importante però è trovare uno spazio quotidiano da dedicare a questo lavoro in modo costante e con estrema concentrazione.

- Come individuate scrittori, giornalisti, professori pronti a intervenire? Bisogna munirsi di lanternino o trovate sempre persone disposte a partecipare?

I nostri studi accademici nel campo delle comunicazioni ci hanno permesso di conoscere colleghi e professori dalle formazioni più diverse, da linguisti a letterati a studiosi dell’editoria. Con molti di loro abbiamo mantenuto ottimi rapporti che portano spesso a collaborazioni fruttuose, soprattutto per noi: un professore universitario come Patrick Boylan, che accetta di condividere le proprie conoscenze e di scrivere per noi e per il pubblico, merita una grande riconoscenza.

Un’ottima occasione per crearsi altri contatti sono le fiere, le presentazioni o i convegni: si tratta di ambienti pieni di persone interessanti e possono nascere tante collaborazioni. Senza contare uno strumento fondamentale, il web: grazie a Internet le possibilità si ampliano e i tempi si annullano, rendendo possibili collaborazioni prima inattuabili.

Nel nostro percorso, comunque abbiamo sempre incontrato persone disponibili e piene di voglia di fare che non hanno esitato a sostenerci con il loro lavoro. Come nel caso del prof. Dante Maffia, poeta e critico di fama internazionale che non ha esitato a mandarci suoi articoli, libri e scritti ad hoc, o di Marcello Baraghini che ci ha concesso una lunga intervista, e molti altri. Per noi è davvero gratificante ricevere questo tipo di fiducia.

- Vi occupate anche di recensire romanzi e con l’iniziativa “Esordiamo!” ricevete opere prime di ogni tipo. Potete offrirci una breve carrellata sul panorama editoriale soprattutto in termini di qualità?

Prima che editor, prima che critiche o autrici, siamo essenzialmente delle lettrici.

Innanzitutto, nel considerare il “panorama editoriale” bisognerebbe distinguere gli editori tradizionali dal mare di case editrici a pagamento con il loro conseguente oceano di titoli riversati nella mischia.

Nel mondo della letteratura tradizionale, un po’ come per il cinema, ci sono le opere immediatamente note al grande pubblico, quelle “di nicchia”, quelle indipendenti. E, sempre come per il cinema, le opere indipendenti, slegate da logiche di marketing troppo vincolanti, spesso offrono maggiori opportunità di perseguire il discorso della qualità.

Anche nel caso degli editori tradizionali, però, c’è un riversamento enorme di titoli in un mercato sostanzialmente asfittico, nel quale i pochi lettori forti costituiscono gran parte della domanda ma non sempre sono rispettati: i prezzi sono alti (o gonfiati, come nel recente caso di Einaudi); c’è una certa esterofilia che non sempre premia l’originalità e un’offerta di titoli italiani a volte trainata da “nomi noti” che campano di rendita; ancora più grave, la qualità redazionale/tipografica continua a diminuire a causa della corsa al risparmio degli editori – di tutti, grandi e piccoli - che vanno avanti con il lavoro sottopagato degli stagisti. La qualità della letteratura non dipende solo dai geni dell’arte, ma anche da una serietà professionale, direi quasi artigianale, che di questi tempi è difficile mantenere.

- Sostenete gli esordienti che si addentrano nella giungla editoriale. Per quali dubbi e perplessitĂ  si rivolgono a voi?

Nella maggior parte dei casi, ci contattano per consigli pratici sulle case editrici a cui rivolgersi. Altre volte, dopo aver ricevuto proposte di pubblicazione a pagamento, ci chiedono un parere sulla validitĂ  delle offerte.

Succede anche che alcuni ci bombardino di manoscritti e racconti pretendendo schede di valutazione e pareri immediati e gratuiti, come se il nostro lavoro non meritasse che la qualifica di hobby. Molti altri scrittori, invece, partecipano alle discussioni del nostro blog, ci invitano alle loro presentazioni, ci mandano articoli e segnalazioni e con i loro progressi danno un senso e una gratificazione alla nostra attivitĂ .

- L’iniziativa del bollettino letterario Venti Nodi è singolare. Presentatela brevemente.

Ci piace considerare “Venti Nodi” la naturale evoluzione di un percorso iniziato due anni fa, con la nascita del nostro blog. A fronte delle possibilità di interazione offerte dal blog, sentivamo la necessità di uno strumento che potesse dare a noi e ai nostri collaboratori l’opportunità di esprimerci in una forma magari tradizionale, ma più “spaziosa” nel senso stretto del termine. Articoli, racconti, rubriche di più ampio respiro: ciò che per motivi pratici non poteva rientrare nel blog è confluito in uno spazio esterno, che ha preso la forma del bollettino letterario.

Un altro aspetto che ci ha appassionate è stata la possibilità di “diversificare” questa offerta: “Venti Nodi” è un magazine cartaceo, è una e-zine scaricabile in PDF ed è anche un blog dove lasciare spunti e commenti.

La parte drammatica è stata scegliere il nome: ci sono voluti quasi sei mesi per trovarne uno che andasse bene a tutte e due!

- Qual è la vostra posizione riguardo allo spinoso argomento dell’editoria a pagamento?

Abbiamo sempre detto che l’editoria a pagamento non deve essere un male di per sé: condividere con l’autore determinate spese potrebbe anzi essere una risposta alla crisi che sta investendo il settore dell’editoria, come accade per alcuni editori di poesia. Tuttavia, la quantità di “ma” e “se” necessari a motivare questa affermazione la stanno rendendo pian piano priva di valore. L’editoria a pagamento ha vissuto una deriva incontrollabile: è bastato poco perché i freni inibitori crollassero e gli intenti si trasformassero, dal condividere le spese con l’autore, al trasformare l’autore in un consumatore finale. Ci sarà sicuramente qualcuno che mantiene l’onestà originaria, ma un buon 95% delle case editrici a pagamento opera in tutt’altro modo.

A questo aggiungiamo il fatto che, ora che tale modus operandi è stato pubblicamente smascherato, molte case editrici hanno creato un clima di terrore (minacce, diffide, querele) contro chiunque cerchi di redarguire gli autori, la loro clientela.

Però non siamo neanche d’accordo sul considerare gli scrittori come prede ingenue: molti di loro sanno benissimo a cosa vanno incontro quando sborsano i soldi per pubblicare, ma non possono o non vogliono resistere alle sirene della vanità.

C’è da dire che i libri pubblicati in questo modo si muovono su un circuito “alternativo” che non va a ingolfare quello della letteratura tradizionale: quello che in realtà disapproviamo, infatti, è la crescente ridicolizzazione e banalizzazione del mestiere di scrivere da una parte, e del libro come manufatto culturale dall’altra.

- La vostra avventura inizia nel 2007. Siete soddisfatte del percorso fatto finora? Nutrite aspettative, avete progetti in cantiere?

La cosa più bella dell’avventura che abbiamo intrapreso è che non ha seguito un percorso programmato, ma si è evoluta in modi che all’inizio non avevamo neppure previsto. E’ un lavoro che prende forma di volta in volta, a seconda delle occasioni, delle persone che incontriamo, di idee improvvise e impreviste. Altri progetti in cantiere per il momento non ce ne sono: “Venti Nodi” è stato avviato da poco e le energie creative sono concentrate quasi tutte lì.

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Davide  - scuse     |2009-09-21 22:10:27
L'intervista è stata fatta qualche settimana fa. Il webmaster si scusa
pubblicamente per il ritardo nella messa online
Alberto Carollo  - studio 83   |2009-09-22 10:01:41
Il mio plauso e la mia stima al lavoro di Elena e Giulia. Ho molto apprezzato le
argomentazioni dell'intervista - brava Aurora nel toccare con le domande le
tematiche piĂą sensibili. Riguardo all'editoria a pagamento sono concorde sul
fatto che non sarebbe male di per sé l'idea che un piccolo editore possa
condividere con l'autore un progetto editoriale. Bisogna semmai vedere in quali
termini. Potrebbe essere utile all'autore, per esempio, che l'editore gli
proponga un acquisto in copie del suo libro (poi il numero sarĂ  variabile, in
base alla tiratura della prima edizione) con uno sconto rispetto al prezzo di
copertina; questa somma potrebbe coprire una parte dell'investimento
dell'editore e in seconda istanza coinvolge l'autore a darsi da fare per
spingere il suo libro con presentazioni o diffusione presso suoi contatti,
stampa accreditata ecc. Così sarebbe un lavoro in sinergia col fine ultimo di
veicolare il prodotto. Il problema è semmai lo sbilanciamento del rapporto
editore/autore a favore del primo.
GiuliaS83     |2009-09-29 11:47:10
Salve Alberto!
Come giĂ  detto nell'intervista, a noi le crociate non piacciono,
perciò anche sull'EAP operiamo teoricamente dei distinguo.
Dico teoricamente
perché in effetti è sempre più difficile mantenersi nella teoria di fronte a
una pratica tanto sbilanciata.

Faccio un esempio: con la nostra iniziativa
"Esordiamo" (recensione gratuita di opera prima) riceviamo molte
richieste da parte di scrittori pubblicati a pagamento. Inizialmente accettavamo
tutti, poi abbiamo subito alcuni attacchi da alcune case editrici (la sinceritĂ 
piace solo in positivo) e da scrittori stessi, e siamo anche venute a sapere che
altri editori proponevano la nostra recensione quasi come fosse compresa nel
loro "pacchetto"!

Negli ultimi tempi, quindi, ci siamo trovate
costrette a stilare un regolamento in cui chiariamo le linee di condotta
richieste e avvisiamo che non tutte le case editrici saranno prese in
considerazione. Un po' mi dispiace escludere a priori un titolo solo perché
pubblicato da questo o quello; però mi dispiace ancora di più lavorare gratis
per chi se n'è già approfittato.
Anche uno scrittore fai da te quindi
dovrebbe capire che il "destino" del suo titolo è legato anche alla
politica dell'editore che ha scelto.
Alberto Carollo  - studio 83   |2009-09-22 10:04:16
E vorrei sottoscrivere e sottolineare altri passaggi "di
rilievo":

"Però non siamo neanche d’accordo sul considerare gli
scrittori come prede ingenue: molti di loro sanno benissimo a cosa vanno
incontro quando sborsano i soldi per pubblicare, ma non possono o non vogliono
resistere alle sirene della vanitĂ ."

"C’è da dire che i libri
pubblicati in questo modo si muovono su un circuito “alternativo” che non va
a ingolfare quello della letteratura tradizionale: quello che in realtĂ 
disapproviamo, infatti, è la crescente ridicolizzazione e banalizzazione del
mestiere di scrivere da una parte, e del libro come manufatto culturale
dall’altra."

... parole sante.
Aurora  - ah il caro libro...   |2009-09-24 20:56:13
\"Anche nel caso degli editori tradizionali, però, c’è un
riversamento enorme di titoli in un mercato sostanzialmente asfittico, nel quale
i pochi lettori forti costituiscono gran parte della domanda ma non sempre sono
rispettati: i prezzi sono alti (o gonfiati, come nel recente caso di Einaudi);
c’è una certa esterofilia che non sempre premia l’originalità e
un’offerta di titoli italiani a volte trainata da “nomi noti” che campano
di rendita; ancora piĂą grave, la qualitĂ  redazionale/tipografica continua a
diminuire a causa della corsa al risparmio degli editori – di tutti, grandi e
piccoli - che vanno avanti con il lavoro sottopagato degli stagisti. La qualitĂ 
della letteratura non dipende solo dai geni dell’arte, ma anche da una
serietà professionale, direi quasi artigianale, che di questi tempi è
difficile mantenere.\"

Questo passaggio dell\'intervista mi ha
colpito. In effetti ne parlavo con alcuni amici sere fa. Posso considerarmi una
lettrice forte, ma purtroppo entrare in libreria è diventato impossibile. Devo
sempre controllare il prezzo sul retro perché un libro che costa 22 euro (e
oramai dai 14 euro si sale, ma non si scende) diventa un privilegio per pochi. E
se ci ripensi? Sei sicuro che quel libro non lo troverai più perché spariscono
letteralmente dagli scaffali. Lunga vita ai Remainders, alla sezione offerta al
50% di Melbooks e varie. I libri più belli li ho scovati proprio lì.
Elena S83     |2009-09-24 15:38:21
Voglio ringraziare Aurora per averci dato l'opportunitĂ  di dire la nostra, e
tutti quelli che hanno letto l'intervista e l'hanno commentata
GiuliaS83     |2009-09-29 11:39:06
Grazie a tutti voi per lo spazio che ci avete dedicato e ad Aurora per le belle
domande, che tra l'altro dimostrano un lavoro di documentazione su di noi non
indifferente ^^

Per quanto riguarda l'argomento "libro", aggiungerei...
Abbasso le Monda...Nelli che ormai sono supermercati del fast book cotto e
sputato. Per le librerie indipendenti, alcune delle quali davvero belle, il
discorso sarebbe diverso... se solo i libri non si pagassero a peso d'oro grazie
alle leggi auree del santo mercato che sulla carta dovrebbe garantire
concorrenza e farci vivere tutti a Shangri La.
Quindi per adesso lunga vita
alle biblioteche pubbliche, allo scambio e allo scaricamento.

:-)

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Ultimo aggiornamento Martedì 22 Settembre 2009 20:47