Oggetto: presentazione L'ARTE DEL PIANO B. Un libro strategico di Gianfranco Franchi
dialogano con l'autore Marina Monego e Alberto Carollo
L'arte del piano B. Un libro strategico (Edizioni Piano B, Prato, 2011, pp. 160, € 13,50; ISBN 978-88-96665-35-0 , collana Zeitgeist, saggistica)
L’arte del Piano B. Un libro strategico è il nuovo libro di Gianfranco Franchi. L’arte del Piano B è la capacità di dare una svolta, di dare un senso alla propria vita, di individuare le proprie priorità e avere il coraggio di realizzarle, fino in fondo, anche se questo significa porsi contro l’ordine costituito che ci vuole tutti inquadrati e produttivi. L’arte del Piano B è la lucidità di capire che le cose non possono continuare in questo modo, che è necessario cambiare, rimettersi in discussione e magari scalare marcia – individuare quello che è davvero importante per la nostra felicità e perseguirlo fino in fondo: ed ecco che scatta il Piano B. In questi tristi Anni Dieci del Ventunesimo secolo iniziato così male, zeppi di guerre, crisi economiche, spirituali e d’identità , ognuno deve avere pronto il proprio Piano B, e metterlo in atto con il giusto tempismo. Franchi descrive gli uomini e le donne del Piano B – sono in mezzo a noi, e ognuno di noi ne conosce qualcuno – ci illustra il loro nuovo modo di vivere, le loro passioni e i loro segreti, spingendoci allegramente ad avere il coraggio di seguire il loro esempio.
Gianfranco Franchi (Trieste, 1978), letterato romano di sangue giuliano, austriaco e istriano, ha pubblicato in narrativa Monteverde (Castelvecchi, 2009), Disorder e Pagano (Il Foglio Letterario, 2006, 2007); in saggistica, Radiohead. A Kid (Arcana, 2009); in poesia, L’inadempienza (Il Foglio Letterario, 2008). Anima il popolare portale di comunicazione letteraria e dello spettacolo Lankelot dal 2003. Nella vita di tutti i giorni è un consulente editoriale, uno scout e un critico letterario. Per ora.
Mariolina Venezia è nata a Matera e vive a Roma. Ha pubblicato alcuni libri di poesie in Francia e, per Einaudi, i romanzi Mille anni che sto qui, vincitore del Premio Campiello 2007, Come piante tra i sassi (2009), la raccolta di racconti Altri miracoli (Theoria 1998, Einaudi 2009) e Da dove viene il vento (2011).
Una passeggiata affacciandosi alla bella vista offerta dai versi di Umberto Fiori, dagli esordi sino all'ultima silloge 'Voi'
Umberto Fiori, nato a Sarzana nel 1949, dal 1954 vive a Milano, dove si laurea in Filosofia. Dal giugno del 1973 ha fatto parte, come cantante e autore, degli Stormy six, gruppo storico del rock italiano, con lavori come 'Un biglietto del tram' (1975), 'L'apprendista' (1977), 'Macchina maccheronica' (1980) . In seguito ha collaborato con il compositore Luca Francesconi (per il quale ha redatto due libretti d’opera, 'Scene' e 'Ballata', oltre che il radiodramma 'In ostaggio' ed il ciclo 'Radio-lied', affidato a Moni Ovadia), con il fotografo Giovanni Chiaramonte e con i videoartisti di Studio Azzurro. E' autore di saggi e interventi critici sulla musica ('Scrivere con la voce. Canzone, rock e poesia', 2003) e sulla letteratura ('La poesia è un fischio. Saggi 1986 - 2006', 2007), oltre che di un romanzo breve ('La vera storia di Boy Bantà m raccontata dal suo scopritore, il professor Amos Merli', 2007). Ha pubblicato numerose raccolte poetiche, fra cui: 'Case' (S. Marco dei Giustiniani, 1986), testo confluito poi in 'Esempi' (Marcos y marcos, 1992), quindi 'Chiarimenti' (Marcos y Marcos, 1995), la plaquette 'Parlare al muro' (Marcos y Marcos, con immagini del pittore Marco Petrus, 1996), 'La bella vista' (Marcos y Marcos, 2002), sino a 'Voi' (Mondadori, collana 'Lo specchio', 2009). Tradotto in varie lingue, ai suoi testi sono dedicate una antologia in inglese (Terminus, Dublino, 1998) ed una in serbo (Govoriti zidu, Belgrado, 2001).
Con il patrocinio del Comune di Vicenza - Assessorato alla Cultura', nell'ambito della rassegna La notte dei libri, Le stanze di Malombra, Vicenza, 21 e 22 ottobre 2011.
Dialoga con l'ospite Alberto della Rovere diCaRtaCaNta
La produzione letteraria di Enrico Palandri, da Boccalone a Primo Levi, parlando di storia e Storie'
Enrico Palandri, nato a Venezia nel 1956, dal 1980 si trasferisce a Londra, dove lavora come 'writer in residence' presso l’Università . Nel 1979 appare presso la casa editrice 'L'erba voglio' il suo romanzo d'esordio 'Boccalone' (ristampato nel 1988, nel 1997 e nel 2011 per Feltrinelli e Bompiani), grazie al quale ottiene un sorprendente successo di pubblico e di critica. Da allora è considerato uno degli iniziatori della stagione letteraria dei nuovi autori degli anni ’80. Ha partecipato a diversi programmi radiofonici per la RAI e la BBC, inoltre ha lavorato con Marco Bellocchio al film 'Diavolo in corpo', 1986. A Londra è stato per diversi anni istruttore linguistico di cantanti d’opera presso Covent Garden. Dal 2003 vive a Venezia, dove insegna Letteratura Italiana contemporanea presso Ca' Foscari: per l'Ateneo ha ideato eventi come 'Le 40 lingue a Ca' Foscari', una maratona di lettura in tutte le lingue insegnate presso l'università . Fra le sue opere di narrativa, tradotte all'estero, ricordiamo: 'Le pietre e il sale' (1986), 'La via del ritorno' (1990), 'Le colpevoli ambiguità di Herbert Markus' (1997), 'Angela prende il volo' (2000), 'L'altra sera' (2003), sino a 'I fratelli minori' (Bompiani, 2010). Ha pubblicato molteplici racconti, articoli, poesie e saggi, fra cui: 'La deriva romantica. Ipotesi sulla letteratura e sulla scrittura' (2002) e 'Pier. Tondelli e la generazione' (2005). Recentemente ha curato per 'Mondadori Education' (collana 'Le Monnier università ') il volume 'Primo Levi'.
l'autore sarà ospite della libreria Do Rode, Contrà Do Rode 29, 36100 Vicenza. venerdì 21 ottobre alle ore 21
Con il patrocinio del Comune di Vicenza - Assessorato alla Cultura', nell'ambito della rassegna La notte dei libri, Le stanze di Malombra, Vicenza, 21 e 22 ottobre 2011.
Dialoga con l'ospite Alberto della Rovere diCaRtaCaNta
Dopo la presentazione di gennaio, unica nazionale, Roberto Ferrucci torna presso la libreria Mondadori "Quarto potere" in occasione dell'edizione italiana di "Sentimenti sovversivi", a cura di ISBN. Lettori, amici e curiosi sono invitati a scambiare due chiacchiere con l'autore, tra brindisi e stuzzichini.
“Avrei voluto scrivere una storia d’amore, quando ho iniziato questo libro, la prima volta che sono arrivato qui, ma oggi è impossibile, credo, per uno scrittore italiano, riuscire ad astrarsi dal senso di repulsione, da quella volgarità diffusa che, oggi, è il biglietto da visita del mio paeseâ€.
"Sentimenti sovversivi racconta come l’impegno per la giustizia sociale, l’amare il proprio paese, riguardi qualcosa di più intimo dello schieramento politico, sia una presa di posizione sentimentale ancora prima che ideologica: alla fine, nonostante tutto, Roberto Ferrucci la sua storia d’amore l’ha scritta eccome". Tiziano Scarpa, Corriere del Veneto
Il primo dato che emerge, e di evidente efficacia, nell'intero percorso di questo libro, è la vitalissima varietà di temi che lo compone. Gian Mario Villalta lavora su tracce di realtà legate all'esperienza e alla riflessione, racconta l'amore e osserva il paesaggio nel suo mutare, descrive la domestica gioia della festa ed esprime il dolore legato agli affetti. Tocca vertici di nitida asciuttezza lirica nelle splendide prose sui piccoli animali, dove circola un senso acuto di pietà , di fronte all'orrore e alla crudeltà di cui questi esseri sono vittime. Eppure, se varia, aperta è la materia di questo suo libro, Villalta riesce a mantenere, pagina dopo pagina, una sicura coerenza interna per almeno due ragioni. La prima è nella radice di verità in fondo comune a figure ed eventi che si avvicendano sulla sc ena: vale a dire la loro strenua, irrinunciabile (o ineluttabile), piena appartenenza alla terra, alla loro terra, e comunque, a una terra "inondata di cielo". E a quella terra, in effetti, sembra appartenere anche quella lingua dialettale, quel dialetto veneto a cui Villalta torna in una sorta di corposo intermezzo proprio nel cuore della raccolta. Ma "Vanità della mente" è un libro unitario e coerente anche per una seconda ragione, e cioè per la felice medietà stilistica su cui si costruisce, per l'impeccabile decoro della pronuncia di un poeta che sa fare della sua affabile discrezione un carattere essenziale, pur nell'interna inquietudine che ne increspa la superficie.
Nell’anniversario della morte e dei 150 anni dell’Unità d’Italia, Paolo Ruffilli offre un ritratto privato di Ippolito Nievo, del quale rievoca l'apprendistato sentimentale, amicizie e amori, esperienze letterarie e patriottismo, sino alla morte tragica, avvenuta, alla rincorsa di un sogno, in viaggio dall'isola (l'amata Sicilia).
"Niente di grande succede al mondo senza passione." (I. Nievo)
"... ma le illusioni, mamma, sono spesso la ragione stessa della vita..." (da P. Ruffilli, 'L'isola e il sogno')
Un viaggio nella narrativa di Enrico Palandri, dall'esordio 'Boccalone' (1979), segnavia di un nuovo approccio alla scrittura per la giovane letteratura italiana, sino all'ultimo edito 'I fratelli minori' (2010).
'... informale, rigoglioso, colorito...'
(Italo Calvino)
'L'azione del libro si situa a ridosso del marzo del 1977, dei mesi della rivolta creativa, dei carri armati inviati a presidiare la cittadella universitaria. Ma Boccalone è soprattutto una storia d'amore, prima ancora che di crisi politica, la storia di come un innamoramento possa far scoppiare i propri equilibri, creare intensità nuove.'
(Pier Vittorio Tondelli, 'Un weekend postmoderno. Cronache degli anni ottanta', 1990 )
'... con quegli anni Settanta in bilico tra felicità e disperazione, libertà e terrorismo, Palandri ha sempre sentito di dover fare i conti, quasi che il presente non possa procedere tranquillamente fino a quando non si sia fatta piena luce su quel tempo lontano come una leggenda. Ed ecco dunque i fratelli minori, quelli che non hanno vissuto pienamente gli anni delle grandi illusioni e del piombo, che ancora non riescono a disfarsi della memoria dei loro fratelli grandi, esagerati, ingombranti.'
"L’arca, poema epico a tutti gli effetti di Marco Cian, con la sua voce narrante, i suoi personaggi disegnati a tutto tondo, il suo coro di commento e la sua storia complessiva che si forma dall’intreccio delle singole storie individuali. Un’epica che vive e interpreta modernamente le contaminazioni del genere, richiamandosi da una parte ai modi severi dei poemi biblici, anche nell’intensità di un autentico senso religioso che emerge da queste pagine, con alcuni elementi unificanti di carattere teologico e la fondamentale considerazione etico-religiosa della vita; dall’altra al lirico flusso di coscienza sotto specie di giudizio e di memoria di frammentati polittici laici come l’Antologia di Spoon River".
(Paolo Ruffilli, Prefazione a Marco Cian, L'arca)
Dialogano con l'autore Alberto Carollo e Alberto della Rovere.