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| di Aurora Dal Maso - Un tema fondamentale è l’antipolitica definita il prodotto della cattiva politica. - L’antipolitica nasce dalla visione di quello che è oggi la politica. C’è più antipolitica tra coloro che sono a Palazzo che tra quelli che la criticano. Oggi per poter fare credibilmente politica bisogna uscire dai luoghi della politica. - Quali furono le reazioni dopo il suo ritiro? Ricordiamo che ci fu un evento che oscurò le sue dimissioni. - Io sono giunto alla decisione di dare le dimissioni poi ci ho giochicchiato per evitare di esagerare troppo, per umanizzare un po’ la situazione. Era un gesto estremo a cui ero arrivato perché bisognava fare qualcosa di molto forte per bucare la comunicazione, per risvegliare l’attenzione, come “suicidarmi parlamentarmente”. Sono stato due volte a capo di ministeri importanti e mi aspettavo una discussione forte perché le dimissioni parlamentari non sono così immediate, bisogna votare. Volevo legare il mio ritiro alla data del mio compleanno, solo che il caso ha voluto che coincidesse con l’arresto della moglie di Clemente Mastella. Quando decisi, Marini non fece pressioni perché sapeva che era una decisione ponderata. Io feci circolare la notizia presso le agenzie, tornai nel mio ufficio e aspettai mezzora. La notizia uscì con titoli forti, ma tornato a Palazzo Madama mi ritrovai in un mondo irreale, c’era un gran trambusto, neanche mi vedevano e mi chiesi “Che sta succedendo?”. Così la mia notizia è passata in secondo piano e questo purtroppo ha ridimensionato il clamore, ma mi sto prendendo qualche rivincita postuma con queste presentazioni. Il mio è stato un gesto di battaglia politica, non di rassegnazione. Per alcuni fu una mossa mediatica, qualcosa che non avrei portato a compimento perché all’interno di un determinato sistema sembra impossibile che uno possa farlo. - C’è un aspetto riguardo ai benefit dei parlamentari non corrispondenti al loro ruolo che non è stato colto da Rizzo e Stella e che Lei rileva. - Io non ho voluto fare un libro per amplificare ulteriormente il sentimento di sfiducia e repulsa nei confronti degli assurdi benefit della casta del nostro paese, ma ho tentato di far comprendere un problema. Ai benefici non corrispondono ruoli e siamo arrivati a un tale punto di rottura che un giorno arriverà a Palazzo Madama la ditta di traslochi Gondrand, si porterà via i mobili, scriverà chiuso sulla porta e la gente sarà contenta. Avrete sentito tante cifre sui compensi dei parlamentari, eppure conti alla mano, includendo il compenso ai collaboratori, il pagamento dell’ufficio, la diaria per soggiornare a Roma formalmente tre giorni a settimana e gli spostamenti, un parlamentare percepisce uno stipendio normale. Il problema è che molti hanno altri redditi, non vengono a Roma regolarmente ed è proliferato il sistema dei pianisti, gravissimo fatto. Ricevono l’indennità di presenza ma non ci sono, per non parlare degli assistenti parlamentari, denunciati dalle Iene, pagati in nero e a cifre ridicole. - Lei arriva a definire il “mitridatismo” dal nome di Mitridate VI re del Ponto che nel timore di venire avvelenato assumeva sostanze velenose fino a diventarne immune. C’è un momento in cui ha visto questo fenomeno crescere? - In effetti è cresciuto. Vi racconto un episodio: appena arrivato in parlamento venni avvisato che se volevo prenotare dei voli di rientro per la mia città, avrei potuto farlo all’ufficio interno. La prima volta mi sentii chiamare: “Onorevole Bordon, lei ha già pensato cosa farà per le vacanze? Se vuole ce ne occupiamo noi”. Non ci avevo ancora pensato, ma saltò fuori come meta la Sardegna e dissi: “Non vorrei che costasse troppo”. Lui mi rispose: “Stia tranquillo tanto lei ha disposizione 4 milioni per viaggi-studio, deve solo firmare un biglietto per Reykjavik.” Al tempo i biglietti non erano nominativi, si potevano cambiare e scegliere un’altra destinazione. Reykjavik era il punto più lontano da Roma all’interno dell’Europa. Al corrente di questo erano tutti, era una truffa ma legalizzata dagli ambienti della Camera. Oltre al mitridatismo, uso la metafora della pista da bob. Il sistema è arrivato a un punto che è impensabile sfuggire al meccanismo dall’interno. Con il bob non si può risalire, solo scendere. Tra il parlamentari ci sono persone valide, ma il sistema ti trascina sempre più in basso. - Un vizio conclamato è quello dei pianisti. Da marzo ci sarà un controllo, ma su base volontaria. Ha qualche aneddoto a riguardo? - Io ho fatto battaglie durissime contro la piaga dei pianista e mi sono rivolto a Striscia. È un fatto di una gravità inaudita e se avvenisse in un consiglio comunale scoppierebbe un pandemonio. Io dimostro che una buona percentuale delle leggi italiane sono state votate in assenza del requisito minimo parlamentare cioè il cinquanta più uno degli aventi diritto. Dopo la segnalazione a Ricci e la notizia apparsa sui giornali, mi aspettavo una certa reazione, ma qui scattò il meccanismo di casta. Mi accusavano di aumentare il qualunquismo e passato la buriana, tutto tornò al solito. - Il termine casta deriva dal latino castum ossia puro ed è legato all’oligarchia, può parlarcene? - Negli ultimi tempi si fa un gran parlare di casta, ma non è un’invenzione di Rizzo e Stella. La casta è una categoria di persone che occupa posti principali per perpetrare i propri privilegi. Nel libro racconto che quando ero presidente della del gruppo della Margherita, tra i miei colleghi c’era Nicola Mancino, uno di quei parlamentari con un altissimo senso dell’istituzione. Riguardo alla “legge porcata” così definita da Calderoni, presentò un emendamento paradossale: ”É inutile presentare le liste nominative, si va solo con i simboli e poi verranno segnalati i nomi degli eletti.“ La campagna elettorale oggi cessa quando vengono presentate le liste elettorali. Se sei nella parte alta della lista sei sicuro di essere nominato, manca una selezione. Un parlamentare così eletto tenterà di mantenere un forte collegamento con chi l’ha designato e si occuperà solo delle beghe interne del partito. Questo sistema sposta i criteri fondamentali della democrazia rappresentativa e un parlamento di questo tipo non conta nulla. - Se si guarda allo scenario della politica degli ultimi anni, quali sono le persone e i partiti che emergono? Lei evidenzia Segni, Bossi, Berlusconi e il sogno incompiuto del I Ulivo. - Noi siamo una democrazia molto giovane. Da anni ritengo che il nostro Paese sia molto cresciuto nella qualità di persone che sanno cosa avviene nel mondo e c’è richiesta di cambiamento. Io individuo questa richiesta come una spinta essenziale. Ci sono stati in vent’anni quattro episodi politici che hanno tentato di dare risposta a questa richiesta di cambiamento. I quattro personaggi citati rappresentano la novità e non a caso erano uomini fuori dalla politica, di professione diversa, uomini singolari. Tutte queste risposte però non sono sfociate in un cambiamento e il tradimento delle attese ha portato a un distacco dalla politica oramai aumentato a dismisura. É un problema serissimo che deve trovare uno sbocco. - Cosa si chiede oggi il cives Bordon? - Io sono preoccupato non per il governo di un colore politico, ma perché c’è la mancanza di un governo in attesa. Un politologo, Fisichella, ha detto che “quello che definisce una democrazia è l’esistenza di un’opposizione che si possa realmente eleggere” e ora non c’è. Bisogna lavorare per ridisegnare le linee di campo, lavare le magliette dei giocatori e creare la possibilità per tutti di guardare la partita con regole ben chiare. In Italia, Obama avrebbe perso perché quello che rende straordinario quel sistema è che negli Stati Uniti una persona si candida e man mano nella battaglia acquista consensi, invece qui si sa sempre prima chi vince. Da questo sistema si esce solo facendo reset e c’è una volontà straordinaria nei cittadini, ma non ci sono i posti dove fare politica. Per smantellare questo sistema bisogna togliere quello che lo alimenta: il finanziamento pubblico altrimenti la discesa sulla pista da bob è inesorabile.
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Maggio 2010 23:19 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||







