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Riposti costumi da bagno e scarponcini da trekking, CaRtaCaNta riparte per proporvi una nuova stagione d’incontri! Venerdì 18 settembre Federica Niola e Adriano Gennari hanno abbandonato le cattedre di un liceo cittadino per intrattenere i curiosi presenti alla libreria Mondadori. Il libro? Io non aspetto (Excogita editore) una storia che corre su due binari: da una parte i professori che si scambiano al volo le pagine di un romanzo; dall’altra la storia vera e propria, intrecci inaspettati fra Marta, Marco, Lina, Flavio. Il presentatore? L’inarrestabile Alberto Carollo. - Alberto Carollo: Com’è iniziata questa avventura? - Adriano Gennari: È iniziata in maniera casuale. Un giorno ho passato a Federica dei fogli per chiederle un consiglio, lei me li ha restituiti assieme ad altri e da lì abbiamo detto “scriviamo un libro”. Ci accorgevamo che nello scrivere la storia nasceva nel “farsi”. - Com’è stato per Federica, insegnante di Lettere, passare dall’altra parte della barricata? - Federica Niola: È stata una cosa nuova che mi ha trascinato e mi sono vendicata di tutte le ore passate sugli scritti degli studenti (n.d.r. ride). Sullo scrivere bisogna adeguarsi a un flusso, non si può calcolare tutto, capita di sentire che la penna va da sola. È stata un’esperienza che mi ha aperto un mondo che non conoscevo. - Scrivendo avete conservato le due individualità. Come avete lavorato in questo senso? Avete mai litigato? - Niola: La cosa strana è che scrivevamo in maniera diversa all’inizio e man mano che si andava avanti ci è sembrato di riuscire a fondere le nostre scritture. Scrivere proprio assieme, nello stesso luogo è capitato due volte. - Gennari: Sul piano pratico c’erano aspetti che non funzionavano tanto, ma tutto si è armonizzato tanto che non so dire ora, chi ha scritto cosa. - Niola: Una precisazione: ci sono due piani. Uno riguarda i professori che scrivono, l’altro la storia dei personaggi. I professori sono nati dopo la storia vera e propria perché abbiamo ritenuto valesse la pena tenere i nostri discorsi sulla scrittura. - Perché avete scelto di mantenere questa parte metaletteraria? - Gennari: Volevamo far vedere una specie di backstage e oltre che sulla scrittura volevamo interrogarci sulla lettura. Quando si scrive la prospettiva cambia perché si diventa lettori migliori, si è più attenti e in questo senso la lettura diventa arricchimento. Inoltre era una parte che serviva per guidare il lettore. - Niola: È vero, chi si cimenta nella scrittura ha un occhio più critico verso la lettura perché tende a smantellare ciò che è scritto sulla pagina. - Veniamo alla storia vera e propria, al quadrilatero amoroso. Com’è nata questa storia? - Gennari: Le idee sono state tante, due aspetti ci hanno intrigato: volevamo raccontare una storia con esplicito riferimento all’erotico che è un elemento che accomuna tutte le persone e l’ipocrisia in cui la storia si è sviluppata perché sono due coppie che si tradiscono, ma una di loro si spinge più in là. Dal punto di vista narrativo, ci piaceva che accadesse qualcosa che poi veniva ignorato da tutti, un equivoco fondamentale. - L’ ambientazione è vicentina anche se non è mai nominata. C’è una critica allo società veneta e vicentina? - Niola: Non era nelle intenzione esplicite, non è vicentina o veneta, ma diffusa. Molti voglio “uscire da”, ma in pochi lo fanno. - Le scene erotiche sono un cruccio per chi scrive, come vi siete regolati? - Gennari: Non ci eravamo posti limiti, ma non volevamo rinunciare all’eleganza. L’erotismo di Marta non è una scelta che la porta al disordine esistenziale ma a un altro ordine. Per gli altri personaggi si tratta di scelte piccolo borghesi. - Il personaggio più interessante è Marta, una casalinga ordinaria che decide di prendersi la sua fetta di spazio. Com’è nata e cosa vuole provare a se stessa? - Niola: Non si sa com’è nata però le sta stretta la sua vita, non si accontenta, trasgredisce, si traveste, è una donna che non vuole più aspettare e vorrebbe trascinare anche il suo compagno Marco, ma lui è più borghese nelle scelte. - Nella ricerca per trovare un editore come siete incappati in Excogita? - Gennari: Tocchi un tasto dolente. Bisogna dire la verità: avevo mandato qualcosa ad Excogita, ma non mi avevano risposto, poi ci abbiamo riprovato e si sono detti interessati. L’editor ha aggiustato il testo, ci ha fornito utili suggerimenti, ma in realtà non ha lavorato molto perché siamo stati editor di noi stessi e Federica è una specialista in materia. Riamane comunque un panorama sconfortante perché queste piccole case editrici possono solo sopravvivere. - Essendo insegnati non può mancare una domanda sulla scuola... - Niola: La scuola è un luogo di cui si parla troppo male, adesso siamo considerati come l’ultima ruota del carro. Io non potrei fare altro anche se ci richiedono un tempo “burocratico” a discapito della comunicazione tra insegnanti-ragazzi. Peccato sia una fucina di polemiche, non si considera quanto importante sia. Gennari: Io faccio un lavoro bellissimo e suggerisco di fare questo mestiere. Ho molta stima nei confronti della gioventù e nonostante i ministeri la scuola va avanti, anche se bisognerebbe incentivare altre attività come, ad esempio, un percorso di scrittura creativa. clicca qui per vedere le altre foto della serata
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| Ultimo aggiornamento Martedì 20 Ottobre 2009 20:59 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||







