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“Enrico Unterholzner – ingegnere esordiente dalla fantasia fiabesca – tratteggia, con tenerezza e ironia, un uomo/bambino che ama gli inni chiassosi e scoppiettanti di Wagner e Strauss ed è affascinato dalla tempra delle gambusie, pesciolini capaci di adattarsi a qualsiasi ambiente e temperatura, magia della natura sconosciuta ai più.”
Carlotta Vissan, D, Repubblica delle donne
Geremia, una vita parallela nel paradosso
... sembra essere proprio questa la scommessa del libro: mettere un personaggio dentro una normalità deviata, per vedere fino a che punto il mondo che riesce a costruire non collide con l'altro. Certo il caso qui è estremo, sfocia nel paradosso, ma quello che interessa ad Unterholzner sembra essere il meccanismo, la capacità cioè di costruire mondi a partire da segni per poi fissarli in modo che diano stabilità di fronte alla vita, al dolore.
Niccolò Menniti-Ippolito, il Mattino di Padova/la Nuova di Venezia e Mestre/la Tribuna di Treviso, 14.1.10
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Romanzo d’esordio di Enrico Unterholzner, ingegnere meccanico che si occupa di formazione professionale, Lo stagno delle gambusie è una delicata miniatura in bilico tra il quotidiano e il surreale, la routine e l’alienazione, il giubilo e l’ossessione.
Joseba, Film TV
Inoltre – e molto importante – lo stile con cui Enrico Unterholzner compone il suo romanzo è caratterizzato da una costruzione linguistica in cui tutto ascende: sia la forma sia il significato. C’è sempre una sorpresa che ci attende alla fine di una frase, una lieve tensione che ci spinge a proseguire nella storia. Come se gli avvenimenti fossero realmente quelli tipici di un romanzo d’avventura.
Lucilla Noviello, il Messaggero, 24.4.10
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