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| in occasione dell’uscita in libreria di 50 di bocca il vizio della notte (data di inserimento: 4 novembre 2007) a cura di Luciano Pontarin e Renata Bongiolo (redazione [CaRtaCaNta]) Signor Bertoli, ci ha colpito la foto di copertina del suo libro, che troviamo bellissima. Chi è l’autore o da dove è tratta?La copertina raffigura quasi fedelmente l'olio su tela "Opposizioni" di Franco Cioni, esposto in marzo nella Galleria 18 di Bologna (ne è titolare Cristiano Giraldi, ossia l'editore del libro). La Galleria 18 è la galleria più "in" di Bologna, ritrovo di artisti, letterati, critici. Che cosa l’ha spinta a scrivere questo libro e perché un titolo così provocatorio? Ho scritto questo libro perché nessuno in Italia ha mai affrontato il tema della “lucciolomania” e siccome io, di natura, voglio conoscere, andando alla radice, qualsiasi fenomeno sociale, ho intrapreso una ricerca sul campo appositamente per studiare il fenomeno. Il titolo del libro mi è stato imposto dallo staff editoriale (per attirare l'attenzione e perciò vendere). Io all'editore avevo proposto due titoli: "Il vizio della notte" e "Il vizio del lupo". "Il vizio del lupo" è stato scartato subito: dice poco per non dire nulla; mentre "Il vizio della notte" si è pensato di metterlo nel sottotitolo. In breve, detto in tono scherzoso, ho dovuto fare una marchetta all'editore. Che tipo di ricerca ha condotto sulla realtà della prostituzione nel nostro territorio? La ricerca rientra in un progetto vasto, attinente alla sociologia della devianza. Mi hanno aiutato alcuni amici coraggiosi, le forze dell'ordine, i cronisti dei giornali con i loro articoli, gli operatori di strada, le associazioni di volontariato, le stesse lucciole, diversi titolari di bar, pizzerie, paninoteche ambulanti, persone a passeggio col cane lungo le strade del vizio (mediante interviste), amici e amiche stranieri. Nel suo libro tratta di prostitute straniere: ritiene che siano numerose le ragazze che vengono “vendute” da una organizzazione all’altra e che devono “lavorare” per riscattare il proprio passaporto, la loro libertà, senza quasi mai riuscirci? La maggior parte delle lucciole viene portata in Italia con l’inganno, vengono plagiate o costrette persino dai familiari per guadagnare un po' di soldi. Ma i soldi li prendono i loro protettori, allertatori, mediatori, "fidanzati", agenti di viaggio, autisti eccetera. Solo le più astute riescono a raggranellare qualcosa. Molte di loro poi, denunciando alle forze dell'ordine lo sfruttamento cui sono sottoposte e i loro aguzzini (criminali comuni e trafficanti o spacciatori di droga), riescono a procurarsi il permesso di lavoro e un'occupazione presso famiglie, cooperative, aziende. Lei caratterizza Basilio come un uomo incapace di fare delle scelte precise sulla propria vita, un uomo che vuole essere libero ma che allo stesso tempo ha paura di abbandonare il suo mondo che gli garantisce stabilità e sicurezze. Ritiene Basilio un personaggio atipico o, al contrario, rappresentativo di una certa tipologia “veneta” o comunque di uomini che vivono situazioni analoghe? Basilio è uno dei dieci milioni di lucciolomani che girovagano di notte per le strade italiane. E' "atipico", perché molti di loro trattano le lucciole come strumenti o prede da rapinare, violentare ferocemente (scaricando su di loro frustrazioni e nevrosi) in auto o a casa propria, costringendole a rapporti non protetti di qualsiasi genere. Anche di gruppo. Lui no: lui, a modo suo, le cerca per combattere la depressione e rivalersi degli smacchi subiti soprattutto da giovane e dalla moglie, ricca e arrogante, sposata per interesse, e per dare loro (a modo suo, ripeto) un po' d'amore, mitizzando la loro bellezza, la loro cultura o il loro desiderio di riscatto e d'amore. Quanto c’è di vero e quanto di immaginato nel personaggio di Basilio? Il personaggio Basilio è costruito: ho voluto descrivere provocatoriamente atteggiamenti, comportamenti e fobie di un qualsiasi uomo perbene, magari della porta accanto. Insomma il prototipo dei perbenisti veneti.
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Maggio 2010 23:19 |
Signor Bertoli, ci ha colpito la foto di copertina del suo libro, che troviamo bellissima. Chi è l’autore o da dove è tratta?





