14

Mag

2008

Intervista a Patrizia Garofalo
serate evento - interviste agli scrittori

Dare voce al silenzio (Edizioni Il Foglio, 2007)


a cura di Alberto della Rovere


 (data di inserimento: 15 gennaio 2008)

 


Patrizia Garofalo (per gentile concessione di Lankelot.eu)


 

 

 

 

Domanda: Incipit prevedibile ma ineludibile: le sue influenze letterarie (poetiche e, se del caso, prosaiche).

Garofalo: Montale e Borges

D: L’elemento “acquatico” (i.e.: mare, pioggia…) che emerge dalla lettura della raccolta: possiamo intenderlo come liquido amniotico per chi scrive, a ripercorrere il proprio “io” come bisogno (fisico) di preservare un rapporto intimo con la propria origine?

G: no mare come amore per il mare. come spazio come catarsi come naufragio……………..come porto come specchio…….

D: La sua è poesia da intendersi come diario offerto al lettore, ovvero una sorta di (dovuta) auto analisi e catarsi?

G: quando scrivo è autoanalisi quando stabilisco di pubblicare è perché l’altro si possa riconoscere e sentire. nelle parole mie. mettendoci i suoi colori e sue emozioni quindi trasfigurare la motivazione personale di inizio… non ci sono date né titoli appositamente. la mia vita le inizia solamente..non le conduce fuori del libro

D: Condizione necessaria il silenzio, per sé prima che per gli altri: bisogna morire a se stessi per redigere parola poetica, in quanto poietica risposta, ri – creazione di un io (affettivo ed ex – sistenziale)?

G: "bisogna morire a se stessi…" ultima lettera di Van Gogh al fratello Theo da Londra Il silenzio nelle sue sfumature e accezioni è il nucleo centrale del testo. fare silenzio è ascoltare e ascoltarsi……il silenzio stesso a sua volta porta voci…….

D: La scelta di un lessico studiato ma essenziale risulta obbligo funzionale al testo? Ovvero: esprime una predilezione personale per la “semplicità” di certa lirica a tratti quasi minimalista, non troppo frequente nella tradizione italiana?

G: le cose non necessitano di ampie parole… sono sintetiche ed essenziali… come la verità dei sentimenti. in genere parlo anche così. poco ma forte

D: Quale il senso dell’importanza dei molteplici riferimenti agli elementi naturali (biologici e meteorologici, in primis) nella sua lirica? In che senso la fisicità è “assordante” (cfr. p. 101)?

G: è la polivalenza della parola silenzio……… il silenzio può far impazzire. di dolore e di gioia…………..grazie di aver pienamente centrato…………………

D: Rimane, oggi, un motivo per dare voce al silenzio dove sembra dimorare (auto confinatasi?) la poesia? Ossia, ricordando Martin Heiddeger, tale silenzio può costituire un approdo?

G: dare voce al silenzio approda alla ricerca di una comunicazione diretta, vera reale……………..fuori dall’ovvio……… superamento delle contingenze banale. espressione di crescita o percorso da seguire e non solo nella poesia anche nella storia di tutti i giorni…………… siamo noi con il silenzio inteso come non parlato a sconfiggere il dono della vita è il nostro emozionale che non dobbiamo comprimere.


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Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Maggio 2010 23:19