Su Altrove da me

(data di inserimento: 6 maggio 2008)
di Aurora dal Maso per [CaRtaCaNta©]laboratorio di materiali narrativi
Lucilla Galanti è nata l'11 settembre 1987 e vive in una piccola città chiamata Faenza che sorge tra le soleggiate colline romagnole, dove trascorre la sua esistenza tra sporadiche fughe reali e immaginarie. Studentessa per professione, scrittrice per necessità dall'età di cinque anni, quando una casa editrice inesistente le pubblicò il suo primo romanzo scarabocchiato su un quaderno a quadretti. Da allora addobba le superfici vuote di casa impilandovi sopra le sue creazioni. Oltre che per horror vacui, scrive per crearsi un angolo di mondo su misura, nell'assoluta certezza che sia l'unico modo per farlo.
Quanto c’è di te in questo romanzo? Non so come mai, ma questa è la domanda che mi viene fatta più di frequente… non capisco se la gente spera che il mio libro sia autobiografico così può pensare che io stia molto molto male…! A parte questa nota di ironia un po’ sadica… penso che in ogni cosa che si scrive ci sia inevitabilmente qualcosa di proprio… qui a dire il vero non tantissimo… più che altro spunti di eventi che poi scrivendo esaspero e stravolgo. Parliamo della protagonista della storia. Come l’hai costruita? La protagonista è nata un po’ per caso, dall’immagine di una strada notturna. In realtà il primo personaggio del libro a nascere è stato il Saggio, lei è venuta dopo, quasi consequenzialmente. E poi si è dipanata a poco a poco. T’ispiri a qualche scrittore/scrittrice che ami particolarmente quando scrivi? Direi che volente o nolente sono sempre influenzata da quello che leggo quando scrivo… in particolare quando ho scritto Altrove da me uscivo dall’intensa lettura de “La nausea”, terribilmente affascinata dall’Antonio Roquentin creato da Sartre. Cos’è per te la scrittura? Questa è una domanda un bel po’ complicata… perché con la scrittura ho un rapporto quasi morboso. Direi che è una vera e propria necessità vitale. Ci sono momenti in cui devo scrivere, non posso farne a meno. Poi quello che viene fuori non importa molto. Che rapporto hai con quello che scrivi?
Dipende. Spesso mi imbarazza e fatico a rileggerlo. Qualcosa ogni tanto mi piace, ma mi sembra di non riuscire mai a rendere quello che avrei voluto veramente esprimere. L’editing ha influito molto sulla struttura o la sostanza del romanzo? Ha sistemato quel che c’era da sistemare… direi che la sostanza è rimasta invariata. Interventi migliorativi non troppo invasivi per i quali ringrazio molto chi vi ha impiegato il suo tempo. Hai avuto problemi a pubblicare? Problemi…? Psicologici un bel po’… probabilmente perché non avevo mai preso davvero in considerazione il fatto di pubblicare “davvero”... sapere che qualcuno che non conosco (ma se lo conosco è peggio) mi giudica per quel che scrivo mi mette un po’ di ansia! Parlaci del Disagio attorno a cui ruota tutto il romanzo. Penso sia lui il vero personaggio principale, con la sua presenza quasi tangibile… che dire… Mi ha fatto compagnia mentre scrivevo! Nel Disagio ho cercato di esprimere quello che penso sia uno stato frequente nella società odierna. Penso che le persone difficilmente si sentano soddisfatte della propria esistenza e a proprio agio con se stesse… nel Disagio della protagonista c’è l’estremizzazione di questo stato, che protraendosi a lungo conduce alla malattia, alla pazzia, alla perdita di un contatto stabile con la realtà. Forse ho una visione un po’ pessimistica di quel che mi sta intorno… ma sono prontissima a ricredermi in futuro. Che rapporti hai con il mondo dell’editoria? Con il mondo dell’editoria in generale non ho una grossa esperienza. Mi è capitato di inviare manoscritti senza nemmeno ricevere una risposta, o ancora peggio ricevere proposte editoriali dietro contributo, che ho sempre considerato un compromesso abbastanza deludente per un aspirante scrittore. Poi ho avuto la fortuna di imbattermi nei Sognatori, che mi hanno attirato da subito presentandosi come “casa editrice per visionari senza voce”. In loro ho trovato editori che oltre alla professionalità sono riusciti ad instaurare un rapporto umano, e questo per me è davvero lodevole. Fino ad ora mi hanno accompagnato con una presenza costante e disponibile e devo davvero ringraziarli per questo. Cosa ti piace leggere? Leggo un po’ di tutto… anche se prediligo i romanzi con poca trama e tante riflessioni. Rapporto giovani/lettura. Cosa ne pensi? Nella tua cerchia di amicizie riscontri un sincero interesse per la lettura o è solo un’attività noiosa? Tra i miei amici ci sono appassionati lettori e scrittori. Penso che la lettura sia una di quelle cose che trascendono le età e le epoche, leggere risponde al bisogno di rispecchiarsi in qualcosa d’altro, sentirsi parte di qualcosa che trascende la propria individualità. Chi legge lo fa per passione. Hai raggiunto il tuo Altrove? Mah… mi sa che sono ancora in cerca… Sei molto giovane, ma hai già la tua “voce”, il tuo stile. Hai trovato la tua “voce” quasi subito o è frutto di un duro lavoro? Penso che come ognuno ha il suo modo di parlare, abbia anche il suo modo di scrivere. Comunque credo che la quantità di tempo che passo a scrivere abbia influito non poco, se non altro perché la scrittura è la via precipua in cui mi esprimo. Secondo te, c’è spazio per i giovani esordienti? Sono presi in seria considerazione dalle case editrici o se non hanno “appoggi” possono pure scordarsi la pubblicazione? Di spazio ce n’è troppo poco per tutto… le persone che scrivono sono tante… magari qualcuno ogni tanto viene anche preso in considerazione. Chi ha appoggi è preso in considerazione sempre e comunque, nell’editoria come in ogni altro campo. Al giorno d’oggi va così, ci si rassegna. Cosa pensi dei corsi di scrittura creativa? Hai avuto modo di frequentarne qualcuno? Purtroppo fino ad oggi no, ma è nell’elenco delle cose da fare. Il tempo è un’altra di quelle cose che scarseggia (insieme allo spazio di cui sopra). Progetti per il futuro? Continuerai a scrivere? Questo è certo! A dire il vero sto già scrivendo (per scrivere il tempo c’è sempre!) un romanzo e una raccolta di poesie, particolarmente adatti per non risollevarsi dalla depressione… ma chissà, magari ci trovo un lieto fine!
Lucilla Galanti interverrà a villa Lattes, Vicenza, in occasione della presentazione della casa editrice I sognatori e le sue due ultime uscite editoriali, Altrove da me e Lapsus di Flavio Pagani in presenza degli autori e dell'editore Aldo Moscatelli il prossimo 30 maggio 2008 alle ore 20.30.
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