

Un posto? Beh, in verità i posti sono tanti: ho scritto in sale di attesa di aeroporti e di stazioni, ho scritto mentalmente in quel luogo caotico e ristretto (per tutte le idee che vorrebbe contenere) che è la mia testa; in camere d’albergo di cui non ricordo il nome, su tavoli di piccoli ristoranti in Tailandia; ho scritto sui treni, ho scritto nei parchi… Racconti, poesie, mail, pensieri, cavolate.
Ma naturalmente, soprattutto, ho scritto nella mia casa. E anche qui, comunque i posti sono due: un posto per l’estate, che è un minuscolo balcone, dove convivono un tavolino, una sedia e un po’ di piante; e un posto per la stagione fredda: il mio studio, zeppo di libri, di ricordi di viaggio, di musica di sottofondo, del fumo delle (troppe) sigarette.
I miei posti per scrivere sono tanti, ma sempre uguale è il benessere che provo scrivendo. A prescindere dal risultato.
(foto e testi di Milvia Comastri)
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